Palazzo di giustizia, stanziati più di 3milioni e mezzo per rifare l’intera facciata

Maxi finanziamento dal Ministero per rimettere a nuovo il tribunale di viale de Pietro, dopo un precedente finanziamento di 400mila euro. Tanisi: “In attesa della Cittadella, non ci fermiamo”

LECCE - E’ di 3milioni e 600mila euro la cifra stanziata dal Ministero per rimettere a nuovo l’intera facciata del Palazzo di Giustizia di viale De Pietro. Ad annunciarlo è stato il presidente della Corte d’Appello Roberto Tanisi, questa mattina, in occasione della cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il finanziamento si aggiunge ai 400mila euro, già stanziati, per rimuovere i calcinacci a rischio caduta e per risanare i ferri dell’immobile.

Insomma, in attesa che si realizzi il progetto di una struttura nuova, la cosiddetta “Cittadella della giustizia”, “continuiamo a fare i conti con quello che abbiamo”, ha precisato Tanisi, ricordando i numerosi interventi effettuati in tribunale, come quelli nell’aula magna (dove è in corso la cerimonia), arricchita da un nuovo impianto di amplificazione, da un nuovo sistema di illuminazione, da due maxischermi con relativi videoproiettori, da otto nuovi climatizzatori. E ancora: la realizzazione di nuova centrale termica (realizzata grazie al finanziamento ministeriale di 300mila euro), con l’installazione di un moderno impianto più potente e funzionale del precedente, e di una nuova centrale idrica. Inoltre, si è tenuto, lunedì scorso, un incontro con i capi degli uffici e la ditta per programmare i lavori per la pitturazione di tutti gli interni.

presidenteTanisi-2“Particolare attenzione è stata posta alla sicurezza delle strutture e di chi lavora, grazie anche all’ausilio dell’ingegnere Ippazio Morciano, responsabile della sicurezza. Oltre alle verifiche statiche, sono stati interamente sostituiti tutti gli estintori (800), ed è in fase di avvio la procedura di gara per la manutenzione degli impianti antincendio del distretto, è stato monitorato il radon con esito sostanzialmente negativo”, ha sottolineato il numero uno della Corte d’Appello. Che ha aggiunto: “Negative sono risultate le analisi per la ricerca del batterio della legionella, fatte dall’ufficio di Igiene Pubblica, ad onta del can, can mediatico che è stato montato su questa vicenda. Sollecitare l’attenzione dei capi degli Uffici alla tutela della sicurezza va benissimo, suscitare falsi allarmi non giova a nessuno”. Il riferimento è al modo in cui il sindacato Confsal-Unsa ha affrontato, nei mesi scorsi, il caso di una dipendente del tribunale colpita da legionellosi.

Considerando quanto è stato fatto e quanto si farà, per Tanisi, il trasferimento delle spese di gestione degli uffici giudiziari dai Comuni al Ministero della Giustizia (stabilito dalla legge numero 190 del 2014), merita una valutazione positiva, ma alcune criticità restano e colpiscono le Corti d’Appello: “La mancata istituzione delle direzioni regionali, che pure la legge prevedeva, in una alla già ricordata penuria di personale dotato di specifiche capacità tecniche ha, di fatto, stabilizzato una realtà che avrebbe dovuto essere provvisoria e che ha finito col gravare proprio sui presidenti di Corte d’Appello. Per questo tutti i 26 presidenti di Corte d’Appello hanno sottoscritto un breve documento per il Ministro, confidando che a via Arenula possano tenere conto di questa emergenza”.

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