Scu, droga a fiumi e spari nella notte: in 46 rischiano il processo

Si discuterà l’11 settembre la richiesta di rinvio a giudizio partita dall’operazione “Le Vele” eseguita lo scorso gennaio dalla squadra mobile con 16 arresti

LECCE - In 46 rischiano il processo con le accuse, a vario titolo, di  associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Sono questi i reati accertati nel corso delle indagini che, l’8 gennaio scorso, fecero spiccare 16 ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla squadra mobile di Lecce (nella foto, un momento della conferenza stampa) con l’operazione “Le Vele”, dal nome del quartiere nella zona 167 del capoluogo salentino dove è stato riscontrato il maggior numero di episodi di spaccio. conferenza-stampa-polizia-operazione-le-vele1-e1546955836149-2-3-5

E’ stata fissata per l’11 settembre, davanti al giudice Sergio Tosi, l’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal procuratore della Dda (Direzione distrettuale antimafia) Guglielmo Cataldi, titolare di indagini che si sono avvalse del contributo delle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: Gioele Greco e Angelo Corrado. Dopo l’arresto, il 18 novembre 2014, dei boss storici Pasquale, meglio noto come Maurizio, Briganti e Cristian Pepe, a occuparsi degli “affari” di droga sarebbero stati Cristian Cito, 29enne di Lecce, lo stesso Corrado, e i fratelli Massimiliano e Gianfranco Elia, leccesi di  42 e 46 anni. Ed è proprio a questi che è mossa l’accusa più grave di associazione mafiosa. L’inchiesta racconta di come due gruppi criminali avrebbero agito con una certa autonomia e senza calpestarsi i piedi, rifornendosi l’un l’altro al bisogno, di sostanze stupefacenti, avendo rapporti anche col clan di Monteroni.

In 46 davanti al giudice

Inizialmente l'inchiesta contava 49 indagati, ma sono 46 quelli per i quali è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta di: Cristian Cito, 29 anni, di Lecce; Angelo Corrado, 39, di Lecce; Massimiliano Elia, 42, di Lecce; Gianfranco Elia, 46 anni, di Lecce; Giampiero Alula, 40, nativo di San Pietro Vernotico; Antonio Balloi, 71, originario di Nuoro; Cesario Filippo, 40, di San Pietro Vernotico; Luca Pacentrilli, 29, di Lecce; Antonio Restia, 53, di Lecce; Oronzo Russo, 31, di Lecce; Andrea Bisconti, 37, di Lecce;  Danilo De Tommasi, 29, di Lecce; Rodolfo Franco, 61 anni, di San Cesario di Lecce; Andrea Podo, 23, di Lecce; Diego Podo, 33enne di Lecce; Saulle Politi, 45, di Monteroni di Lecce (fra i nomi di spicco, già coinvolto in altre importanti operazioni); Gabriele Tarantino, 39, di Campi Salentina.

E ancora: Josè Acquaviva Bruno, 36 anni di San Pietro Vernotico ma residente a Lecce; Daniele Balloi, 36, di Lecce, residente a Melendugno; Angelo Braì, 45, di Merine (frazione di Lizzanello); Gianluca Calabrese, 31 anni, di Copertino; Antonio Calò, 46, di Lecce; Fabio Campa, 45, di Lecce; Marco De Lorenzi, 39, di Lecce; Vincenzo Sasha De Riccardis, 22, di Lecce; Manuel Gigante, 37, di Lecce; Antonio Giglio, 46, di Brindisi; Antonio Giordano, 46 anni, di Monteroni; Giuseppe Guido, 28, di Lecce; Soni Hajdari, 25, di Lecce; Cesare Iaia, 43, di Brindisi; Rudy Lubelli, 28, di Lecce; Mattia Monaco, 31, di Lecce; Gianluca Negro, 33, di Lecce ma residente a Surbo; Gianluca Palazzo, 43, di Lecce; Cristian Roi, 36 anni, di Copertino; Gianluca Rubino, 27, di Mesagne; Roberto Santo, 44, di Lecce; Michela Secondo, 39, di Lecce; Alessandro Serino, 47, di Lecce; Marianna Serio, 41, di Maglie ma residente a Lecce; Antonio Sgura, 54, di Brindisi; Antonio Signorile, 48 di Brindisi; Krenar Skendaj, albanese di 46 anni; Giovanni Taurino, 30, di Lecce; Riccardo Zingarello, 44, di Lecce.

A difenderli ci penseranno, gli avvocati: Raffaele Benfatto, Cosimo D’Agostino, Giuseppe De Luca, Ladislao Massari, Antonio Savoia,  Umberto Leo, Maria Cristina Brindisino, Gabriella Mastrolia, Dario Budano, Mariangela Calò, Rita Ciccarese, Laura Bruno, Gabriele Valentini,  Mauro Cramis, Pantaleo Cannoletta, Salvatore Rollo, Roberta Capodieci, Ivan Feola, Luciano De Francesco, Alessandro Dell’Atti, Daniela De Liguori, Alessandro Stomeo, Luciano Calò, Giuseppe Talò, Loredana Pasca, Stefano Notarpietro, Anna Elisa Prete, Nicola Caroli.

Non solo droga, anche pistolettate

Al vaglio del giudice Tosi, l'11 settembre, ci saranno anche due episodi che fanno riferimento alle sparatorie avvenute a Lecce nel 2015 e che chiamano in causa Mattia MonacoGianluca Palazzo, come esecutori, e Gianni Taurino, come mandante: il primo, il 21 novembre, quando furono esplosi tre colpi di pistola calibro 7.65 contro N. P.Attilio Salvini, in seguito al quale, quest’ultimo riportò la frattura del piede sinistro; il secondo episodio, il giorno dopo, quando altri tre colpi di pistola raggiunsero un altro bersaglio, M. P.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tampona un autoarticolato, donna di 57 anni muore intrappolata

  • Rogo nel negozio per le feste: in manette ex gestore del "Twin Towers"

  • Violento impatto fra due veicoli, ragazza di 19 anni in Rianimazione

  • Cicloturista preso in pieno da un'auto: deceduto dopo il trasporto in ospedale

  • Bimba di 9 anni nel negozio. "Portata in una stanzetta e palpeggiata"

  • Operazione "Vele": mafia, droga e spari, oltre 40 davanti al giudice

Torna su
LeccePrima è in caricamento