Sparatoria a Copertino, i quattro imputati patteggiano 14 anni di reclusione

Hanno chiuso il loro conto con la giustizia concordando ciascuno la pena di tre anni e mezzo di reclusione per l’episodio avvenuto il 2 ottobre scorso in un casolare a Copertino

COPERTINO - Hanno patteggiato tre anni e mezzo di reclusione, i quattro uomini finiti nei guai per quei colpi di pistola esplosi il 2 ottobre scorso in un casolare alla periferia di Copertino e che, secondo le indagini, sarebbero stati indirizzati a un 19enne responsabile di essersi appropriato di un quantitativo di marijuana (coltivata in una zona di campagna, tra Leverano e Carmiano) e di averne restituita solo una parte. Stiamo parlando di Bruno Guida, 42 anni, di Leverano, Matteo Niccoli, 22, di Carmiano, Toni Saponaro, 40, di Carmiano e Peppino Vadacca, 43, di Carmiano.

La sentenza è stata emessa questa mattina dal giudice Simona Panzera che ha così accolto la richiesta di concordare la pena, avanzata dai difensori, gli avvocati Valeria Corrado, Pantaleo Cannoletta e Vincenza Raganato.

Per questa vicenda i quattro uomini erano finiti in carcere con l’accusa di tentato omicidio, ma qualche giorno dopo il Tribunale del Riesame riqualificò il reato in tentate lesioni personali aggravate, confermando la detenzione illegale e il porto di arma da fuoco (una pistola Bernardelli calibro 7.65 con matricola punzonata). Ed è proprio per questi reati che oggi gli imputati hanno chiuso il loro conto con la giustizia, patteggiando con lo stesso giudice che un mese fa aveva disposto per tutti i domiciliari.

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