Operazione antidroga “Amici miei”, inflitte condanne per quasi 50 anni di reclusione

Si è concluso oggi il processo con rito abbreviato nei riguardi di 10 persone, scaturito dal blitz eseguito lo scorso settembre dai carabinieri della compagnia di Gallipoli

GALLIPOLI - Raggiungono quasi cinquant’anni di reclusione le condanne inflitte nel processo a dieci uomini coinvolti nell’operazione dei carabinieri di Gallipoli eseguita lo scorso settembre chiamata “Amici miei” (dal termine usato dagli indagati per indicare le dosi di droga pronte per la vendita).
Per l’accusa, avrebbero fatto parte, a vario titolo, di “un’impresa criminale” (così la definì il gip Simona Panzera nell’ordinanza di custodia cautelare) impegnata nel mercato della cocaina in diverse zone del Salento (Gallipoli, Taviano, Matino, Alezio e nei paesi vicini).

Nel pomeriggio, il giudice Sergio Tosi, al termine del giudizio abbreviato, si è pronunciato così: 12 anni, 10 mesi e 20 giorni a Saimir Sejidini, 27enne nato in Albania, residente a Taviano, detto “Sem”, ritenuto leader del gruppo; 6 anni, 5 mesi, e 10 giorni per Vincenzo De Matteis, 42enne residente a Taviano, già condannato per mafia e omicidio con sentenza divenuta irrevocabile nel 1999; 5 anni, 6 mesi e 10 giorni per Pasquale Di Battista, 32enne nato in Germania e residente sempre nella marina tavianese; 3 anni per Roxhers Nebiu, 27enne albanese residente a Melissano; 3 anni, 5 mesi e 10 giorni per Gilberto Perrone, 22enne nato a Gallipoli e residente a Taviano; 4 anni, 2 mesi, 10 giorni per Enri Shehaj, 25enne albanese residente a Rutigliano; 5 anni e 4 mesi per Luca Di Battista, 26enne nato a Terlizzi (Bari) e residente a Mancaversa; 7 anni a Domenico Scala, 21enne nato a Gallipoli, e residente a Taviano. Le pene più basse sono state inflitte agli unici imputati per i quali non è stato contestato il reato associativo inizialmente ipotizzato: un anno e 1.300 euro di multa per Klodian Shehaj, di 36 anni, albanese ma residente a Taviano, e otto mesi e 1.200 euro di multa Danel Gjoci, 20enne, albanese residente a Taviano.

Sono state 6mila, nel corso delle indagini, le cessioni di stupefacenti documentate carabinieri della compagnia di Gallipoli, dall’ottobre del 2016 al giugno 2017 e la modalità di vendita prescelta sarebbe stata quella del “Drug&drive”: dosi e soldi venivano scambiati dai finestrini di due auto accostate in luoghi isolati.

Durante il processo, il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi aveva invocato pene per quasi un secolo, ma il giudice ha ritenuto che si trattasse di un'associazione dedita a spaccio di lieve entità (comma 6 dell'art.74) con l'effetto per gli imputati di ottenere condanne più contenute e di poter ottenere tutti i benefici penitenziari.

Nel pool dei fifensori: gli avvocati Stefano Stefanelli, Angelo Ninni, Biagio Palamà, Pomeo Demitri e Laura Serafino.

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