A 13 anni in fuga a Lecce da Noci, ma chiedono informazioni alla Digos

Stavano per perdere il treno. Hanno domandato dove fosse la stazione a due persone, non sapendo che fossero agenti

LECCE – Ai genitori avevano detto che si stavano recando al mare, per una festa organizzata da amici. Se abbiano davvero amici o amiche a Lecce, non si sa. Di certo, di strada ne hanno fatta molto più di quanto mamme e papà potessero mai pensare. Perché due ragazzini di appena 13 anni sono arrivati questa mattina da Noci, in provincia di Bari a totale insaputa delle famiglie. Oltre 120 chilometri percorsi in treno per una breve "vacanza-avventura" nel capoluogo salentino. Come dire, semmai davvero dovessero fare una marachella, quanto meno non si può negare che abbiano avuto gusto nello scegliere la capitale del barocco. Salento, attrazione fatale.

Tutto sarebbe filato liscio come l'olio, per loro, fra andata e ritorno, e i genitori non si sarebbero probabilmente mai accorti di nulla, se non avessero avuto la sventura di chiedere informazioni alle persone sbagliate (o giuste, dipende dal punto di vista). Essendosi accorti che il momento di rientrare stava arrivando inesorabile e che rischiavano di perdere il treno, infatti, e non riuscendo forse a orientarsi bene in una città a loro sconosciuta, a un certo punto si sono fermati proprio nei pressi della questura. E qui hanno domandato dove fosse di preciso la stazione ferroviaria a un paio di signori. Tutto immaginavano, tranne che fossero agenti di polizia della Digos e, quindi, in borghese.

I poliziotti hanno fonito le indicazioni, certo, ma si sono anche insospettiti, e non poco, per la loro fin troppo giovane età. Tanto da qualificarsi e iniziare a fare qualche domanda. Possibile che fossero da soli a Lecce? Li hanno quindi inseguiti mentre questi, intimoriti, avevano già iniziato a scappare in fretta e in furia proprio verso la stazione (che non dista molto dalla questura) e fermati dopo un bel tratto di strada. Li hanno poi accompagnati negli uffici e si sono fatti raccontare come stessero davvero le cose. L'aria austera della questura ha fatto il suo effetto. Alla fine hanno cantato. E si è scoperto di quel breve soggiorno ideato in segreto. 

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I genitori che non volevano quasi crederci quando sono stati contattati dalla polizia di Lecce. Pensavano fosse uno scherzo. Ed erano fermamentge convinti che i figli stessero tranquillamente a Noci. Sono così dovuti balzare nelle auto e raggiungere il capoluogo salentino, per riportare a casa i due simpatici monelli. Non senza aver ovviamente ringraziato i poliziotti per aver risolto un caso di scomparsa prima ancora che... fosse manifesto.

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