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A 9 anni fuggono da scuola per "andare a giocare". Trovati a distanza di chilometri

Panico per due famiglie di ragazzini del quinto circolo "Livio Tempesta". All'uscita di scuola si sono allontanati mollando gli zaini per terra. Volevano andare verso casa di uno di loro, in via Siracusa. Rintracciati in piazza Palio dopo circa mezzora di ricerche

Gli agenti oggi in direzione di piazza Palio, dopo l'avvistamento dei ragazzini.

LECCE – “Mio figlio? Non è neanche in grado di attraversare la strada”, ha sbottato una mamma, preoccupata, anzi, terrorizzata (e giustamente) quando ha saputo che il suo ragazzino, 9 anni, si era volatilizzato nel nulla insieme a un amichetto.

Questi bambini, chi li conosce fino in fondo? Altro che non "attraversa la strada". Suo figlio e il coetaneo di vie e incroci ne hanno praticati a bizzeffe nell’assolato primo pomeriggio di oggi, trotterellando a passo spedito e senza l’ingombro degli zaini in spalla, se è vero che sono stati rintracciati in piazza Palio dopo essere usciti verso le 13,30 al suono della fatidica campanella dal quinto circolo “Livio Tempesta” di via Archita da Taranto.

Dal rione Santa Rosa al quartiere Stadio, una bella passeggiata per un adulto, ma che per i due dev’essere stata una scarpinata vera e propria. La distanza da un luogo all’altro è, infatti, di 2 chilometri e 200 metri seguendo la via più breve per chi si muove a piedi.

Ma perché si erano allontanati, i due birbanti? Semplice. Volevano andare a giocare. Finite le ore di lezione, non vedevano l’ora di affrontare chissà quale incredibile avventura partorita dalla fervida mente di pradolescenti. E così, uno ha invitato l’altro. “Andiamo a casa mia”, gli avrà detto. E si sono diretti verso la zona 167, in direzione di via Siracusa.  

Ovviamente, il solo pensiero del peso degli zaini gli avrà fatto venire i sudori freddi. Come affrontare tutta quella strada senza stancarsi troppo? Semplice anche questo: li hanno mollati per terra, e via. Un marachella che ha fatto quasi venire il crepacuore a una delle mamme: ha rischiato di essere colta da un malore, una volta appresa la notizia dell'allontanamento. Di certo, genitori e insegnanti, per mezzora circa sono rimasti con il fiato sospeso e il tormento nell’animo che potesse essere accaduto qualcosa di molto brutto. Mala tempora currunt.   

E’ stata una docente a cogliere l’attimo del “lancio dello zaino con fuga”, prprio all’uscita da scuola. Ha intuito subito che la cosa era più che sospetta, dato si stavano allontanando con molta fretta senza adulti al seguito, approfittando della calca. E così, mentre nel frattempo la zona si popolava di genitori e nonni per prendere figli e nipoti da scuola, sono partite anche le chiamate a 112 e 113. Carabinieri e polizia si sono messi immediatamente alla ricerca dei ragazzini, facendo diversi giri in zona, ma senza esito. Con il panico crescente intorno a loro.

Per fortuna, all’altezza di piazza Palio, è stata un’altra mamma di un ragazzo che frequenta lo stesso istituto a riconoscerli e fermarli. E poco dopo sono arrivati anche agenti delle volanti e genitori per recuperare i due fuggiaschi. Per le famiglie tutto s’è concluso per il meglio. Ma lo spavento resterà a lungo nel ricordo. Una punizione esemplare potrebbe far passare loro la voglia di altre "evasioni".  

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Commenti (2)

  • Stessa cosa capitò a me...con un amico,una volta usciti da scuola,andammo sotto un albero che faceva anche da rifugio nei sogni di noi piccoli...Ahahahahahahahah...una scorpacciata di mandarini e poi via a casa,inutile dire che il tempo non era per noi un problema.Carabinieri?polizia?...macché,papà a girare in auto.Ricordo ancora oggi la sua incaxxatura.Oggi sono bei ricordi e ancora ci ridiamo su,se avessi visto delle pattuglie non so...e chissà la vergogna se fossi finito sulla pagina di un giornale.Buona giornata.

  • Quando avevo circa 10 anni mi allontanai all'uscita di scuola con 2 amichetti per andare a "fregare" 2 nespole che pendevano dall'albero di un vicino. Per raccogliere i frutti, che all'epoca (e sto parlando di 30 anni fa) si potevano gustare con la buccia, ci prendemmo in 3 sulle spalle. Tornato a casa mi accorsi dell'enorme ritardo, correndo con la pancia piena di nespole arrivai a casa, mia padre mi suonò un ceffone sonoro, poi mi chiese se le nespole erano buone. Non finii in prima pagina sul giornale ne i miei chiamarono i carabinieri. Giusto per riflettere su quanto sono cambiati i tempi, ed io ho "solo" 40 anni.

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