Abiti d’epoca ed atmosfere ispaniche: ad Acaya il “sì” è cinquecentesco

Domani, nel castello della frazione di Vernole, un matrimonio che, per l'origine degli sposi, rievocherà una cerimonia cinquecentesca: si apre così la nuova stagione per il maniero, che sarà luogo privilegiato per feste nuziali

Lo stemma del castello di Acaya

VERNOLE – Fiori d’arancio per sottolineare le peculiarità di Vernole e atmosfere cinquecentesche per il “sì” di una vita: il castello di Acaya si trasforma nella location ideale e suggestiva per la celebrazione dei matrimoni. La proposta, maturata su volontà dell’amministrazione comunale, risponde all’esigenza di variegare le opportunità di accoglienza e proporre a segmenti di pubblico sempre più vasto le particolarità del territorio.

Sulla base, dunque, di questa idea, il sindaco Mario Mangione, a maggio, ha proposto alla Provincia di Lecce l’utilizzo del maniero per la celebrazione di matrimoni solenni, per assecondare le richieste di tour operator internazionali che guardano l’Italia e la sua storia come riferimento privilegiato per organizzare le cerimonie nuziali di rilievo. E il debutto della location è di quelli che fanno discutere ed incuriosiscono gli appassionati del genere.

Domani, 8 settembre, infatti, la prima importante cerimonia nuziale vedrà protagonista la nobildonna spagnola Rocio Oubina Calonge che suggellerà il suo matrimonio con Daniele Sanvitto nella splendida cornice del castello, vero gioiello di architettura militare e urbanistica realizzato da Giangiacomo dell’Acaya nella prima metà del 1500, nell’ambito della programmazione delle opere di difesa del territorio e dell’occidente dalle incursioni saracene, messo in atto dalla corona spagnola.

La cerimonia, presieduta dal sindaco di Vernole a partire dalle 18, sarà particolarmente suggestiva perché consisterà nella rievocazione di un matrimonio cinquecentesco in quanto gli sposi ed i convitati, la gran parte dei quali spagnoli, vestiranno in abiti d’epoca. Il castello ed il borgo di Acaya rivivranno così per un giorno i fasti cinquecenteschi, ai quali erano adusi sotto la magnificenza del barone Giangiacomo e si riscriverà la vicinanza culturale, storica, militare e politica che aveva portato nel Cinquecento alla stretta alleanza tra il regno di Napoli e l’impero di Spagna.

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