Orrore in casa. “Abusava di qualunque familiare gli capitasse sotto tiro”

Lo scrive il Riesame nell’ordinanza con la quale a novembre ha confermato il carcere nei riguardi di un 71enne. Nel processo “abbreviato”, mercoledì, l’uomo risponderà di violenze nei riguardi di tre nipotini

LECCE - Nella rete di abusi non c’erano solo i tre nipotini. Il 71enne finito in carcere cinque mesi fa, dalle sue perversioni non avrebbe risparmiato nessun familiare. Per anni, per decenni, quest’uomo (di cui omettiamo le generalità per tutelare le vittime) avrebbe sfogato i suoi istinti sessuali tra le mura domestiche con chiunque gli capitasse sotto tiro. Complice il lungo silenzio da parte delle “prede”, che iniziavano a diventarlo già dall’età di cinque, sei anni.

Un silenzio, il loro, dovuto alla vergogna, al desiderio di “seppellire” quelle esperienze, alla volontà di salvaguardare l’unità della famiglia. Ma una “piccola” voce è bastata per sfondare il muro dell’omertà e a dare vita a un coro di liberazione da tanto dolore così a lungo represso. Di questo ha preso atto il Tribunale del Riesame che, lo scorso novembre, ha confermato la misura cautelare emessa nei riguardi dell’anziano.

Nessun dubbio, insomma, per i giudici sulla credibilità delle persone offese, all’epoca dei fatti di cinque, dodici e tredici anni, anche in considerazione delle dichiarazioni rese durante le indagini da altri familiari di cui l’uomo avrebbe abusato, ma anche di quelle rilasciate dallo stesso arrestato. Questo, durante l’interrogatorio, ha ammesso di aver compiuto alcuni atti sessuali con uno dei tre nipoti e di non ricordare di aver fatto lo stesso con gli altri due, aggiungendo però di “non poterlo escludere”.

E proprio sugli episodi avvenuti, tra il 2005 e l’agosto 2018, nei riguardi dei tre nipoti che mercoledì prossimo si aprirà il processo con rito abbreviato davanti al giudice Sergio Tosi.

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