Abuso d'ufficio e diffamazione, otto mesi all'ex sindaco di Specchia Antonio Lia

Nessuno sconto in appello. Per l'accusa, accusò un architetto di aver manipolato una pratica, lo offese pubblicamente e lo rimosse dall'incarico

LECCE - E' stata confermata la condanna a otto mesi di reclusione, col beneficio della pena sospesa, per Antonio Lia, 73 anni, già parlamentare e sindaco di Specchia, accusato di abuso d'ufficio e diffamazione nei riguardi di un architetto, all'epoca dei fatti in servizio presso l'ufficio tecnico comunale. Il verdetto è stato emesso ieri, in tarda serata, dalla Corte d'Appello di Lecce, presieduta da Vincenzo Scardia, che ha così accolto la richiesta di non concedere sconti all'imputato, avanzata sia dalla Procura generale, attraverso il giudice Ennio Cillo, e dalla persona offesa, parte civile con l'avvocato Carlo Caracuta.

Lia, nelle vesti di primo cittadino pro tempore, durante una sessione straordinaria del Consiglio comunale dell'8 novembre 2008, avrebbe accusato l'architetto di aver manomesso gli atti che riguardavano un agriturismo e lo rimosse dall'incarico. Secondo l'accusa lo fece per punirlo, avendo  il professionista ostacolato, esprimendo parere sfavorevole, la procedura di revoca della concessione della gestione della struttura.

Fu proprio la denuncia dell'architetto (oggi dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Maglie) a mettere in moto la macchina della giustizia. Arrivò così il 1° febbraio 2013 il primo verdetto emesso dai giudici della seconda sezione penale (presidente Pasquale Sansonetti, a latere, Giuseppe Biondi e Michele Toriello) a otto mesi (a fronte della richiesta a un anno e otto mesi del pubblico ministero Donatina Buffelli) e al risarcimento del danno, in sede civile, alla presunta vittima. E il verdetto, ieri, non è stato modificato di una virgola dalla Corte d'appello.

Lia era difeso dagli avvocati Roberto Rella e Luigi Piccinni.

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