Abuso d’ufficio per i parcheggi nello stadio. Condannati Errico e quattro ex assessori

Si è concluso il processo di primo grado che ha visto la condanna dell’ex sindaco di Gallipoli e di quattro assessori della sua giunta. Già annunciato l’appello. La vicenda legata agli esposti del 2012

l'ex sindaco Francesco Errico

GALLIPOLI - Si è concluso con le condanne in primo grado per l’ex sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, e quattro ex assessori della sua giunta il processo avviato nel giugno del 2017 dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, sui presunti abusi contestati per le concessioni, rilasciate nel 2012, ad alcuni imprenditori locali e in particolare per l’affidamento del parcheggio nell’area dell’antistadio all’associazione del Gallipoli Calcio Football 1909. I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Fabrizio Malagnino, hanno inflitto una condanna di 2 anni e 4 mesi all’ex primo cittadino Francesco Errico, accusato di abuso d’ufficio e falso. Dodici mesi la pena per l’ex assessore allo Sport e alle Politiche sociali, Giovanni Fiore e otto mesi per l’ex vicesindaco Antonella Greco e gli ex assessori a Lavori pubblici, Felice Stasi, e al Commercio, Antonio Piteo. Per loro l’accusa è stata solo di abuso d’ufficio. A tutti, escluso l’ex sindaco, è stata concessa la sospensione della pena. Disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici. A dare avvio alle indagini, alcuni anni fa, gli esposti presentati alla magistratura da parte dell’associazione politico-culturale di Gallipoli 2012. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e dal pm Paola Guglielmi.  

Ai cinque imputati, assistiti dall’avvocato Viola Messa, era stato contestato in particolare l’abuso d’ufficio in merito all’affidamento, con una delle prime delibere di giunta del nuovo esecutivo, in piena emergenza estiva, del parcheggio antistante lo stadio “Antonio Bianco” nell’estate del 2012 alla società del Gallipoli calcio da utilizzare come area di sosta a pagamento privata, integrando la precedente convezione di affidamento delle aree dell’impianto sportivo di lungomare Galilei. Il tutto sarebbe avvenuto “senza avviare alcuna procedura concorsuale, attribuendosi i poteri del consiglio comunale in tema di affidamento di un servizio pubblico, contrariamente a quanto previsto dalle norme vigenti, e senza verificare che il privato avesse i requisiti per gestire tale servizio”. La società avrebbe così ottenuto “un ingiusto vantaggio”, gestendo un “servizio di parcheggio a pagamento con tariffa oraria di 1,50 euro, senza versare alcun corrispettivo al Comune”.

Solo all’ex primo cittadino Errico sono stati contestati anche altri due presunti casi di abuso d’ufficio: quello relativo all’ordinanza del luglio 2012, poi revocata il 9 agosto dopo i rilievi mossi dalla Prefettura per la mancata comunicazione preventiva (anche se il Comune ha sempre confermato l’invio via fax), con la quale si autorizzava, in via temporanea sino al 10 agosto, l’attività di intrattenimento per le serate in musica ad uno stabilimento balneare del litorale sud. L’altro episodio è legato alla nomina dei componenti dell’Organismo indipendente di valutazione, per il quale l’accusa ritiene illegittimo il decreto di nomina fondato sulla falsa attestazione che almeno due dei candidati fossero in possesso dei requisiti necessari. Una volta depositate le motivazioni della sentenza il legale Viola Messa ha già in animo di ricorrere in appello. Fiduciosi e sereni che la giustizia possa fare il suo corso e chiarezza sulla vicenda nei prossimi gradi di giudizio, gli ex amministratori gallipolini coinvolti nella vicenda. Nonostante la pena sospesa e l’imminente appello, da valutare ora la posizione politica dell’ex assessore e attuale consigliere comunale in carica del gruppo misto, Tony Piteo, per l’applicazione degli effetti della cosiddetta legge Severino che prevede, anche con una condanna non definitiva, l'attuazione della sospensione che può durare per un massimo di 18 mesi.

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Commenti (2)

  • infatti questa è l'Italia della giustizia, se un povero disgraziato ruba una mela da un supermercato per vera fame viene processato e messo in carcere vero per direttissima mentre i politici vengono graziati e pena sospesa per reati molto ma molto più gravi. in fondo siamo in Italia......

  • Sette anni per il primo grado, con ovvia sospensione della pena. W l'Italia!

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