Accusata di aver sedotto un anziano per derubarlo, sceglie l’abbreviato

Al banco degli imputati siederà Sonia Mighali di Galatina. Il giudice ha accolto la sua richiesta di essere processata con il rito alternativo per truffa e furto e di essere interrogata

GALATINA - Si aprirà il 18 marzo il giudizio abbreviato nei riguardi di Sonia Mighali, la 41enne di Galatina accusata di aver truffato e derubato un anziano, al quale avrebbe mostrato disponibilità sessuale, e che avrebbe cercato di impietosire raccontandogli i suoi problemi familiari.

La data del processo è stata fissata dal giudice Giovanni Gallo che, oggi, durante l’udienza preliminare, ha accolto l’istanza avanzata dall’avvocato Carlo Gervasi (dopo aver ricevuto il decreto di giudizio immediato) di procedere col rito alternativo “condizionato” all’interrogatorio dell’imputata, fiduciosa di poter dimostrare in questo modo l’estraneità alle accuse.  

La donna, già coinvolta in passato in vicende simili, fu arrestata lo scorso ottobre per  circonvenzione di incapace, reato poi riqualificato dal Tribunale del Riesame in truffa e furto aggravato.

Gli episodi sui quali dovrà rispondere sarebbero avvenuti nell’agosto 2019.

In particolare, Mighali avrebbe ricevuto dall’anziano somme di denaro (in due occasioni, 150 e 80 euro), e in altre tre circostanze, invece, i soldi li avrebbe prelevati direttamente dal portafogli dell’uomo, mentre era seduta sulle sue gambe, e inserendoli poi nelle scarpe.

Nel processo, ci sarà anche il suo accusatore che oggi si è costituito parte civile con l’avvocato Mario Stefanizzi, chiedendo un risarcimento di 50mila euro.

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