Accusata di aver “spillato” alla zia più di 50mila euro: a processo una 54enne

Circonvenzione di incapace è il reato contestato a una donna di Arnesano che oggi è stata rinviata a giudizio. La difesa: "Nessun illecito. Lo dimostreremo"

ARNESANO - Avrebbe approfittato dello stato di infermità e demenza dell’anziana zia per mettere le mani sui suoi soldi. E’ questa l’accusa, circonvenzione d’incapace, della quale dovrà rispondere a processo M.L.P., 54 anni, di Arnesano.  La prima udienza si terrà il 3 marzo davanti al giudice della prima sezione penale del tribunale di Lecce Maddalena Torelli, come disposto oggi al termine dell’udienza preliminare dal collega Michele Toriello. In aula ci saranno anche due familiari che con le loro denunce determinarono l’apertura del fascicolo e che oggi si sono costituiti parte civile con gli avvocati Luciana Centonze e Paolo Maci.

In particolare, secondo l’inchiesta, il 4 luglio del 2018, l’anziana avrebbe chiuso il libretto postale chiedendo che il denaro, 56mila 900 euro, venisse versato su un altro libretto postale, aperto nella stessa giornata, cointestato alla stessa e a due nipoti, ossia l’imputata e il fratello nel frattempo deceduto, così come per  le mensilità della pensione. Il giorno dopo, dal nuovo libretto sarebbe stata prelevata, tramite carta, la somma di euro 48.900  che veniva contestualmente versata sul conto anche questo  acceso il giorno prima  ma di cui erano titolari solo i due nipoti; con i restanti 8mila euro, invece, sarebbe stato emesso un buono dematerializzato.

L’ultimo episodio che finirà al vaglio del giudice risale all’8 agosto 2018, quando l’anziana avrebbe donato alla 54enne, con riserva di usufrutto, la quota di un mezzo della nuda proprietà di un immobile ad Arnesano.

La difesa: “Nessun illecito. Lo dimostreremo nel processo”

La zia è sempre stata per lei una seconda madre, con lei ha vissuto per anni sotto lo stesso tetto, convivendo tutto sin da bambina. Ma al di là delle questioni affettive che l’avrebbero ostacolata nel commettere l’illecito di cui risponderà nel processo, cioè di aver circuito l’anziana familiare per impossessarsi dei suoi beni, secondo il difensore della 54enne di Arnesano, l’avvocato Giovanni Erroi, ci sono fatti oggettivi utili a chiarire l’intera vicenda.

Innanzitutto, i soldi erano su un conto cointestato anche alla sorella defunta, ossia la madre dell’imputata che, insieme al fratello, avrebbe preso quindi solo la parte che gli spettava, non l’intero importo di 56mila euro, emettendo buoni per la restante. Anche la casa era intestata a entrambe le donne e la donazione avrebbe riguardato solo il 50 per cento dell’unità con concessione di usufrutto alla beneficiaria dell’intero immobile. Un aspetto questo importante per il legale, a dimostrazione della bontà della sua assistita che avrebbe lasciato alla zia la disponibilità di tutta la casa, pur non essendo la proprietaria esclusiva. Oltretutto, c’è un testamento del 6 giugno 2018 antecedente alla morte della sorella, madre dell’imputata, prodotto ieri in sede di udienza preliminare, con il quale, l’anziana avrebbe manifestato la volontà di lasciare i beni a quei due nipoti cresciuti come fossero suoi figli.

Saranno questi alcuni dei punti principali sui quali verterà la difesa nel processo che si aprirà  a marzo.

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