Accusati dai concorrenti, assolti dai giudici i titolari di un'agenzia funebre

Il caso a Muro Leccese. Al processo erano finiti per tentata estorsione aggravata padre e figlio. Ma la storia andrà avanti

LECCE – Erano accusati di tentata estorsione aggravata ai danni dei soci di un’altra agenzia funebre locale, facenti capo alla Sant’Angelo Sas. Di fatto, una quesione di concorrenza. Il tribunale penale collegale (presidente Gabriele Perna, a latere Maria Francesca Mariano e Bianca Maria Todaro), li ha assolti. Gli episodi, risalenti fra il 2011 e il 2013, riguardano il territorio di Muro Leccese. Al banco degli imputati erano finiti Luigi e Marco Verardi, rispettivamente padre e figlio, di 63 e 29 anni.  Nel procedimento, si erano costituiti parte civile i soci dell’agenzia con l’avvocato Giuliano Fina.

La ditta “Verardi Luigi” era finita sotto la lente per una serie di episodi in cui la parte contrapposta lamentava forme intimidatorie, come quelle di non circolare per Muro Leccese con l’ambulanza (quella della Croce Verde Sant’Angelo Onlus), di sparire dalla circolazione (letteralmente: “Sciativene, spariti de intra Muru”), in occasione dell’affissione di alcuni manifesti mortuari o, persino, di uno speronamento che sarebbe avvenuto, secondo le accuse, il 6 febbraio del 2013, in direzione dell’ospedale di Scorrano, con secondo inseguimento al rientro, verso Muro.

Nella lunga istruttoria dibattimentale, il difensore dei Verardi, l'avvocato Giuseppe Milli, ha prodotto numerosi documenti presso uffici comunali e regionali e vi è stato l’esame dei delle parti, dopo i quali si è arrivati alla sentenza di assoluzione, ieri pomeriggio.

Le motivazioni saranno note entro novanta giorni, ma vi sono alcuni aspetti sui quali si presuppone che si siano basati i giudici nella valutazione. Ad esempio, un teste appartenente alla polizia locale del di Muro Leccese ha riferito fatti e circostanze che avrebbero reso inattendibile l’impianto accusatorio. Il comandante dei carabinieri della stazione di Muro Leccese, da parte sua, ha smentito di aver ricevuto chiamate di intervento da soci della Sant’Angelo in occasione di uno degli episodi citati, quello riguardante lo speronamento dell’ambulanza.

L’avvocato Milli, ha commentato brevemente al termine dell’udienza che “alla luce di quanto accaduto durante il dibattimento, vi saranno ulteriori strascichi giudiziari a parti invertite”. Di fatto, la partita giudiziaria sembra destinata a proseguire, ma da un’altra prospettiva.

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