Accusato di fornire ordigni al clan Amato, imprenditore lascia il carcere

Ha ottenuto i domiciliari il 37enne di Scorrano finito due mesi fa nel blitz “Tornado”. Secondo le indagini, avrebbe “alimentato” l’associazione mafiosa con il materiale della società di cui era amministratore

SCORRANO - E’ tornato a casa Donato Mega, il 37enne di Scorrano finito in carcere il 24 giugno scorso nell’ambito dell’operazione Tornado con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe fornito materiale esplodente al clan Amato. Nei giorni scorsi, il gip Sergio Tosi ha accolto l’istanza avanzata dagli avvocati Giuseppe e Gabriele Presicce, attenuando la misura in quella dei domiciliari.

Nella richiesta, i legali avevano sottolineato lo stato di incensuratezza dell’indagato e come, oltre all’assenza del pericolo di fuga, fosse venuto meno anche il rischio di reiterazione del reato. Questo in considerazione del fatto che, il giorno dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, il Prefetto di Lecce avesse revocato la licenza per il deposito e la vendita di prodotti esplodenti di IV e V categoria alla società “Francesco Mega srl” di cui il 37enne era amministratore, che lo stesso si fosse dimesso e che i presunti membri dell’associazione mafiosa alla quale sarebbe stata offerta collaborazione e supporto fossero attualmente in carcere. Il giudice ha condiviso le argomentazioni difensive, disponendo così la scarcerazione.

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