Accuse al sindaco su Facebook dall’ex candidato. La Procura chiede l’archiviazione

La vicenda giudiziaria, a suon di querele, tra il primo cittadino di Sannicola e un ex componente della sua lista è cominciata a marzo, da un post

Il Tribunale di Lecce

SANNICOLA – Volge alle battute finali una vicenda partita sei mesi addietro. Le accuse mosse al primo cittadino di Sannicola, da un ex candidato della sua stessa lista, avevano generato un putiferio. Ma la questionepotrebbe chiudersi con l’archiviazione, richiesta dal sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Lecce.  Tutto nasce da un post pubblicato su Facebook lo scorso 4 marzo. Toni Ingrosso, imprenditore 40enne, è uno dei nomi della lista “Sannicola cambia” che nella precedente tornata elettorale ha sostenuto l’attuale sindaco. Ha accusato Mino Piccione di essere “despota”  sulla propria pagina del social network. Ha anche affibbiato al sindaco l'abitudine a  "fare squadra in famiglia, si muove come un clan. Lui...utilizza un linguaggio mafioso, assolutamente non consono ad una comunità perbene come la nostra".

A quelle parole dell’ex candidato, che hanno messo in dubbio la gestione democratica del principale inquilino del municipio sannicolese, sono seguite anche quelle del primo cittadino: “Inabilità politica”, questa la risposta. Ne è nata una battaglia giudiziaria in cui si sono susseguite querele da entrambe le parti. Il sindaco di Sannicola, difeso dall’avvocato Luigi Corvaglia del Foro di Lecce, ha infatti denunciato il suo ex sostenitore: si è dichiarato vittima di continui atti denigratori, accuse diffamanti e calunniose che lo avrebbero offeso sia personalmente, sia nelle vesti di primo cittadino.

 Ma non è finita. Un’altra querela, proprio per il reato di diffamazione, è giunta nuovamente da Toni Ingrosso, difeso dall’avvocato Caterina Dorato, anche lei del Foro del capoluogo salentino. Su quest’ultima querela, vi sono ancora delle indagini in corso. Mentre è seguita, da parte del sostituto procuratore del Tribunale di Lecce, la richiesta di archiviazione per la querela formalizzata invece dal sindaco. Il magistrato, in particolare, specifica: ”Occorre sgomberare il campo da riferimento del ruolo istituzionale del denunciante. Egli afferma di agire in qualità di sindaco del Comune di Sannicola ma non ha prodotto alcuna delibera di giunta che lo autorizzasse ad agire in tal senso".  

In sostanza, per il sostituto procuratore il sindaco avrebbe agito nelle sua funzione di primo cittadino senza averne facoltà e senza essere autorizzato dalla giunta. Tanto da ribadire: “Al di là delle critiche anche aspre che sono sempre legittime, non è dato ravvisare alcun elemento diffamatorio. ...Pertanto, al di là della soggettiva e personale sensibilità del querelante, il contesto delle frasi appare indubbiamente aspro ma comunque all'interno della libertà di espressione che è riconosciuta a ognuno". Il primo cittadino di Sannicola, Mino Piccione, però non si è arreso. Il prossimo 15 settembre, il gip del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, deciderà se accogliere la definitiva archiviazione del procedimento a carico dell’ex componente della lista, Toni Ingrosso.

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