Accuse tra Gallipoli Futura e Piccinno, il gup: "Nessuna volontà di offendere"

Depositate le motivazioni con cui il giudice ha assolto, ad aprile scorso, Giuseppe Cataldi e il presidente di Gallipoli Futura, Luigi De Tommasi

LECCE – “E’ evidente l’assenza dell’elemento soggettivo, e cioè della coscienza e volontà di offendere l’altrui reputazione che, ovviamente, è imprescindibile per la configurazione del reato di diffamazione”. Sono le motivazioni con cui il gup Antonia Martalò, al termine dell’udienza preliminare, ha assolto con formula piena, perché il fatto non costituisce reato, il consigliere Giuseppe Cataldi e il presidente dell’associazione Gallipoli Futura, Luigi De Tommasi, nella vicenda giudiziaria che li vedeva contrapposti all’assessore comunale Emanuele Piccinno. Udienza in cui l’avvocato Giampiero Tramacere aveva evidenziato il corretto operato degli imputati.

A dare avvio all’inchiesta era stata la querela per diffamazione presentata, a marzo 2017, dall’assessore della giunta Minerva dopo una mozione prima presentata e poi ritirata dal capogruppo di Gallipoli Futura, e un comunicato, poi rettificato dell’associazione civica (nella parte che attribuiva erroneamente il reato di associazione di stampo mafioso al componente della giunta Minerva), per chiedere anche le dimissioni dell’assessore comunale. Piccinno decise querelare il consigliere Giuseppe Cataldi e il presidente dell’associazione Luigi De Tommasi nonostante la puntuale rettifica diffusa con un comunicato congiunto, a firma del capogruppo e del presidente di Gallipoli Futura, e l’annuncio dell’auto emendamento della mozione presentata in consiglio proprio nella parte che riguardava l’errato capo di imputazione incautamente attribuito.

Il giudice sottolinea come tutto ciò sia avvenuto in meno di 24 ore e come non fosse loro intenzione attribuire un fatto falso. La Procura inizialmente aveva chiesto l’archiviazione, ma il gip Simona Panzera aveva rigettato la richiesta e formulato l’imputazione coatta. Da qui il giudizio abbreviato che si è concluso con l’assoluzione.

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