Accusò un 49enne di essere l'assassino di Noemi, rito abbreviato per Lucio

Nuovo giudizio per il 18enne già condannato per il delitto della ragazza di Specchia. L'accusa formulata nei suoi confronti è di calunnia

LECCE – Sarà giudicato con il rito abbreviato, dinanzi al Tribunale per i minorenni, Lucio Marzo, il 18enne di Montesardo condannato a 18 anni e otto mesi per l’omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia assassinata e ritrovata nelle campagne di Castrignano del Capo a distanza di dieci giorni dalla scomparsa. L’accusa da cui dovrà difendersi è quella di calunnia nei confronti di Fausto Nicolì, 49enne di Patù accusato dal 18enne (minorenne all’epoca dei fatti) di essere l’autore del brutale assassinio della ragazza.

Accuse che hanno portato la Procura ad aprire un fascicolo nei confronti del 49enne, poi archiviato dagli inquirenti vista l’assoluta insussistenza delle stesse, anche dopo un lungo interrogatorio in cui ha chiarito la propria posizione. Nicolì, assistito dall’avvocato Luca Puce, si è costituito parte civile, avanzando una richiesta di risarcimento. L’udienza è stata fissata per il prossimo febbraio. Oggi il 18enne era presente in aula, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Luigi Rella.

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