Acqua rossa a Melendugno, a giudizio i vertici di Aqp

Giuseppe Valentini ed Emilio Tarquinio, dirigenti dell'Acquedotto pugliese, sono stati rinviati a giudizio dal gup Ines Casciaro per il fenomeno dell'acqua rossa che sgorga dai rubinetti di Melendugno

LECCE - Si andrà a processo per la controversa vicenda dell'acqua rossa che sgorga dai rubinetti di Melendugno e per la quale numerose sono state, nel tempo, le segnalazioni. A conclusione delle indagini, sono infatti stati rinviati a giudizio i dirigenti dell'Acquedotto pugliese, Giuseppe Valentini ed Emilio Tarquinio. Nella precedente udienza preliminare, il gup del Tribunale di Lecce, Ines Casciaro, aveva indicato al pm, Maria Consolata Moschettini, un termine per l'espletamento di ulteriori indagini.

Ed il pm ha dunque ascoltato, nel lasso di tempo intercorso, Massimiliano Bianco, direttore generale di Aqp, Antonio di Staso, dirigente responsabile di Ato-Puglia, e Sallustio Lagattolla, funzionario tecnico di Ato-Puglia, tutti quanti all'epoca dei fatti in carica nei rispettivi uffici. Dopo le audizioni il quadro probatorio è rimasto immutato e non sono emerse responsabilità penali a carico di ulteriori persone.

A reclamare con forza che sia fatta luce su questo fenomeno, che turba la comunità locale, gli avvocati delle parti civili, Alberto Russi, Fabrizio D'Errico, Francesco D'Agata, Andrea Imbriani e Angelo Pallara. I difensori dei dirigenti dell'Acquedotto pugliese avevano invece richiesto al gup l'emissione della sentenza di non luogo a procedere. Al termine della discussione, il gup Ines Casciaro ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati fissando l'udienza per il 27 aprile 2010 davanti alla prima sezione del Tribunale penale di Lecce.

Fra gli aderenti al comitato "No Acqua Rossa", formatosi a Melendugno, anche Giovanni D'Agata componente del Dipartimento tematico nazionale "Tutela del consumatore" di Italia dei valori, il quale ritiene che si sia fatto un primo passo in avanti per l'accertamento della verità e delle presunte responsabilità, invitando nel contempo i cittadini a segnalare ogni caso compatibile con questa vicenda.

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