Acquistò via internet la "droga dello stupro", assolto 47enne. I giudici: uso personale

E' stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, Stefano Manisco, 47enne di Galatone, arrestato il 9 febbraio 2012 dagli uomini del Gruppo operativo antidroga (Goa) della guardia di finanza di Lecce subito dopo aver ricevuto un pacco, consegnato dalle stesse fiamme gialle che si erano finti corrieri, contente un flacone da 500 millilitri di Gbl, la cosiddetta "droga dello stupro"

LECCE – E’ stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, Stefano Manisco, 47enne di Galatone, arrestato il 9 febbraio 2012 dagli uomini del Gruppo operativo antidroga (Goa) della guardia di finanza di Lecce subito dopo aver ricevuto un pacco, consegnato dalle stesse fiamme gialle che si erano finti corrieri, contente un falcone da 500 millilitri di Gbl, la cosiddetta "droga dello stupro". I giudici (il collegio era presieduto da Gabriele Perna) hanno accolto in pieno la tesi difensiva del legale dell’imputato, l’avvocato Alessandro Stomeo, che ha dimostrato come il suo assistito, utilizzasse la sostanza per curare alcune patologie pregresse. Un’assunzione che gli aveva procurato gravi danni agli organi interni.

Due settimane dopo l’arresto, lo stesso Tribunale del riesame (presidente Silvio Piccinno) aveva annullato la misura cautelare emessa nei confronti del 47enne. Anche in quel caso la difesa dimostrò che l'acquisto della sostanza, acquistata su Internet dall'Olanda, non era finalizzata allo spaccio ma bensì per uso personale. Già in passato Manisco aveva fatto uso del composto chimico come coadiuvante in una cura per alcune patologie pregresse.

A informare i colleghi di Lecce era stata la guardia di finanza di Milano, che aveva segnalato che un pacco contenente la pericolosa sostanza stava per raggiungere la cittadina salentina. Così, dopo aver intercettato il pacco, avevano suonato a casa di Manisco fingendosi corrieri e comunicando di dover consegnare un plico. Lui, ignaro di trovarsi davanti alle fiamme gialle, è sceso per firmare la bolla di consegna, ammettendo di essere in attesa di quell'involucro e dichiarando in tal modo, senza saperlo, la propria colpevolezza. Il pacco tanto atteso conteneva, come detto, 500 millilitri di Gbl, una quantità che al 47enne sarebbe costata 200 euro circa. Sul mercato, secondo quanto ipotizzato dall'accusa, avrebbe potuto moltiplicarsi in un migliaio di dosi. Una tesi, però, smentita dai giudici.

Il Gbl, una variante ancora più potente del Ghb (nato per uso medico, come anestetico, e poi diffusosi tra i body builder per gonfiare i muscoli velocemente). Si tratta di un solvente liquido, utilizzato nell'industria. Conosciuto anche col nome di ecstasy liquida, è conosciuto soprattutto come “droga dello stupro”. Viene utilizzata infatti per stordire le vittime di violenze sessuali. Il giorno dopo averla assunta non ci si ricorda più nulla di ciò che è avvenuto. Si può dunque abusare di chiunque senza che questi ne abbia memoria.