Agguato in strada: l'auto ritrovata in fiamme dentro un uliveto

Indagini serrate della polizia a Galatina sul ferimento di un imprenditore. La Bravo era stata sottratta a Taviano a febbraio e trovata a Soleto. L'uomo ricoverato con fratture a una gamba dopo essere stato colpito da due proiettili

La località in cui è stata ritrovata l'auto bruciata dai malviventi.

GALATINA – C’è un tassello, nelle mani della polizia. Non si sa ancora bene quanto possa tornare utile nell’identificazione degli autori dell’inquietante episodio avvenuto ieri sera, intorno alle 20,30, a Galatina, dove è stato gambizzato un imprenditore 54enne. Ma è una base di partenza per analizzare, per esempio, le possibile vie di fuga e altri particolari.

Bruciata l'auto per l'agguato

Il tassello in questione è l’autovettura usata dai malviventi per arrivare sul posto. Una Fiat Bravo. Nel corso delle ricerche, avviate immediatamente dopo l’episodio, è stata ritrovata circa mezzora dopo in una zona di campagna poco battuta. Si tratta di “Contrada Murica”, in agro di Soleto. Era stata data alle fiamme. 

Per arrivarvi da via Gorizia, alla periferia estrema di Galatina, dove s’è consumato l’agguato, i malviventi hanno forse seguito un tracciato del genere: corsa fuori città lungo la strada provinciale 320, svolta improvvisa su via Sogliano e poi su viale Gubbio. E, infine, ecco via Murica, che dà il nome alla contrada. Qui, al riparo da occhi indiscreti, c’era sicuramente un altro veicolo “pulito”.

La Bravo, però, prima è stata data alla fiamme in un uliveto per cancellare ogni traccia. Gli agenti di polizia del commissariato di Galatina e la squadra mobile hanno comunque scoperto dove e quando fosse stata rubata: a Taviano, nel mese di febbraio.

Un agguato pianificato per tempo

WhatsApp Image 2018-04-13 at 16.21.34 (1)-2Il furto dell’auto a febbraio, il percorso calcolato, l’incendio, la seconda auto per la fuga finale: tutti dettagli che fanno immaginare una sanguinosa intimidazione pianificata da tempo e in maniera puntigliosa.

A sparare è stato un solo soggetto con volto coperto da passamontagna, che prima di allontanarsi sulla Bravo, a bordo della quale c'erano uno o due altri complici, ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco che hanno ferito la vittima, Salvatore Serafini, in due punti del femore sinistro, fino a provocarne la frattura.

Da ieri sera l’imprenditore è ricoverato al “Vito Fazzi”. Non rischia la vita. Le indagini, che partono anche da alcune minacce che avrebbe ricevuto la vittima, non escludono nessuna pista investigativa. E nel frattempo, sono in visione le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza di esercizi commerciali della zona.

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