Abusi sulla figlia 13enne per denaro o sotto minaccia, giudicato in abbreviato

L'uomo, un 45enne, avrebbe chiesto alla figlia prestazioni sessuali, ricattandola e minacciandola. Udienza fissata a ottobre

LECCE – Sarà giudicato con il rito abbreviato 45enne di Alezio accusato di aver abusato o tentato di abusare della figlia, da quando aveva solo 13 anni. Il gup Simona Panzera ha accolto la richiesta del legale del 45enne, l’avvocato Giampiero Tramacere, e fissato la prossima udienza per il 9 ottobre. A rappresentare la minore come parte civile sarà l'avvocato Francesco Calabro.

L’uomo avrebbe chiesto alla figlia prestazioni sessuali, ricattandola e minacciandola, ottenendo in molti casi solo il rifiuto della ragazza, che ha subito negli anni (tra il 2013 e il gennaio del 2017) violenze fisiche e psicologiche terribili. Il 45enne è stato arrestato con le accuse di violenza sessuale continuata, aggravata perché commessa dal genitore ai danni di un minore. Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile di Lecce

Per anni la vittima ha subito in silenzio, schiacciata dalla paura e dalla vergogna (tanto da maturare propositi suicidi e autolesionistici), senza avere il coraggio di raccontare alla madre cosa accadeva quando lei si assentava. E’ stata una sua amica, con cui si è confidata, a convincerla a denunciare. Da lì si è sviluppata l’indagine coordinata dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. A “incastrare” il padre violento, anche alcuni registrazioni fatte con il telefono dalla cellulare dalla figlia, poi acquisite agli atti dell’inchiesta, in cui si sente chiaramente il 45enne chiedere alla vittima prestazioni sessuali in cambio di denaro per acquistare prodotti che le servivano. Fatti poi confermati anche i sede di ascolto protetto dinanzi al Tribunale per i minorenni.

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