Non rispettava il divieto di avvicinarsi alla famiglia terrorizzando la madre

Finisce in carcere un 44enne di Alliste. Avrebbe violato più volte gli obblighi imposti dall'autorità giudiziaria a suo carico

ALLISTE – Il divieto di avvicinarsi alla sua famiglia? Aggirato. E così, dopo aver continuato a perseguitare, imperterrito, la madre, per Davide Tunno, 44enne di Alliste, è scattato l’arresto. Con trasferimento in carcere. Così ha deciso la sezione del giudice per le indagini preliminari di Lecce, sulla scorta dei riscontri forniti dai carabinieri della stazione di Racale.

Nei confronti di Tunno, infatti, è stato emesso un provvedimento di “sostituzione della misura coercitiva dell’allontanamento della casa familiare con quella della custodia cautelare in carcere”. Un aggravamento che la magistratura ha ritenuto necessario, viste le continue violazioni accertate.

La misura originaria era stata disposta dall’autorità giudiziaria proprio perché Tunno avrebbe maltrattato la madre. In casa sembra fosse piombato un clima di tensione continua, con insulti e imprecazioni, ma anche sottrazioni di denaro. E, ora, visto che il divieto è servito a poco, per il giovane si sono aperte le porte di Borgo San Nicola.

Non è la prima volta che l’allistino finisce nei guai. Nel 2012, infatti, dopo un controllo in auto a lui e a un suo conoscente, nato dal ritrovamento di qualche dose di stupefacente, si arrivò a scoprire diversa refurtiva nascosta nell’abitazione, fra chili di rame e persino una macchina da caffè professionale che era sparita da un bar della zona.

Arrestato: deve scontare quasi cinque anni

Ad Andrano, invece, i carabinieri della stazione di Spongano hanno dato esecuzione a una misura di detenzione emessa dal Tribunale ordinario di Bologna, arrestando Salvatore Accoto, 50enne, per reati quali furto aggravato e detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti. Dovrà espiare una pena di quattro anni, sette mesi e cinque giorni di reclusione. Anche Accoto, come Tunno, è stato condotto in carcer. 

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