Anas scioglie le riserve e firma il nuovo contratto con Coedisal e Matarrese per la Ss275

A distanza di 8 mesi dalla pronuncia del Consiglio di Stato che aveva accolto il ricorso del raggruppamento originariamente quarto, la società di gestione della rete viaria nazionale ha annullato l'aggiudicazione del mega appalto fatta nelle more del contenzioso amministrativo

LECCE – L’Anas ha firmato il provvedimento per l’aggiudicazione dei lavori del rifacimento della strada statale 275, che collega Maglie al Capo di Leuca. E ha annullato, al contempo, quello sottoscritto nelle more del contenzioso amministrativo sorto intorno ad un appalto di circa 200 milioni di euro.

La società di gestione della rete viaria di rilievo nazionale ha deciso quindi di tornare sui propri passi e di conformarsi alla decisione del Consiglio di Stato che nei primi giorni di luglio aveva accolto il ricorso dall'associazione temporanea di imprese formato dalla Coedisal (gruppo Palumbo) e dalla Matarrese,  classificatosi come quarto nella prima graduatoria. In primo grado il Tar di Lecce aveva respinto le motivazioni dei ricorrenti per inammissibilità, in virtù del posizionamento originario che non pareva legittimare il ricorso.

Ma il legale del raggruppamento Coedisal-Matarrese, l’avvocato Pietro Quinto, ha dimostrato in secondo grado che la Ccc – Igec, risultata prima, la Ati Grandi Lavori – Finconsit e la Ati Salimi, rispettivamente seconda e terza in graduatoria. avevano a vario titolo eluso prescrizioni del bando, norme del Codice degli appalti, senza nemmeno possedere i requisiti necessari con riferimento alla natura e all’entità dei lavori, alla ripartizione delle quote di svolgimento degli stessi e alla qualificazione dei gruppi di progettazione.

Il Consiglio di Stato, nel suo dispositivo, ha sottolineato la “macroscopica illegittimità” dell’esito di quella procedura di gara, ma non ha potuto dichiararne la nullità perché secondo gli stessi giudici l’opera in questione ricadeva sotto la tutela dell’articolo 125 del Codice del processo, per il quale dal punto di vista amministrativo non si possono annullare i contratti d’appalto relativi ad opere di interesse nazionale.

Spettava dunque ad Anas decidere se annullare il contratto sottoscritto con Ccc-Igec oppure risarcire il gruppo Coedisal-Matarrese con la somma di almeno 10 milioni di euro. E, infine, il presidente Ciucci ha sciolto le riserve. A dir poco soddisfatto dell’esito della vicenda, l’avvocato Pietro Quinto ha così commentato: “Non capita tutti i giorni di riuscire in sede giurisdizionale a ribaltare una graduatoria di un appalto pubblico riportando al primo posto la ditta che era stata illegittimamente classificata al quarto posto dimostrando che le prime tre dovevano addirittura essere escluse dalla gara”.

Ma l’esperto amministrativista aggiunge anche un altro aspetto nelle sue valutazioni, rimasto fino a pochi mesi addietro nell’ombra: “V’è da aggiungere che il lungo tempo trascorso costellato da ben 25 ricorsi in varie sedi giudiziarie è servito, per un verso, a migliorare la soluzione progettuale con modifiche importanti che garantiscono un miglior impatto del tracciato stradale sul territorio e, per altro verso, a ‘scoprire’ un altro problema a latere della vicenda e cioè quello delle cosiddette discariche abusive con i rifiuti tombati la cui esistenza molti facevano finta di ignorare e che proprio in occasione del dibattito sul progetto stradale sono venuti alla luce, sicchè la realizzazione dell’opera pubblica non solo risolverà un problema di mobilità sul territorio ma servirà molto probabilmente per un risanamento ambientale dello stesso territorio. Si può proprio ben dire che non tutti i ritardi vengono per nuocere”.

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