Anche Trepuzzi crede nelle potenzialità della pet therapy

Nel comune di Trepuzzi si sta sperimentando direttamente sul campo la "Pet Therapy" cioè una terapia "dolce", basata sull'interazione uomo-animale che, integrando, rafforzando e coadiuvando le terapie tradizionali, può essere impiegata su pazienti o soggetti affetti da differenti patologie

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Nel comune di Trepuzzi si sta sperimentando direttamente sul campo la "Pet Therapy" cioè una terapia "dolce", basata sull'interazione uomo-animale che, integrando, rafforzando e coadiuvando le terapie tradizionali, può essere impiegata su pazienti o soggetti affetti da differenti patologie (disabilità psichiche, fisiche o anche disturbi dell'apprendimento quali ansia, iperattività, autismo, ecc) con l'obiettivo di un generale miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psico-sociale e psicologico-emotivo.

L'avvio del progetto è stato possibile grazie ad un finanziamento del P.S.R. 2007-2013 (Misura 413, Sottomisura 321, Intervento b "Servizi di utilità sociale, a carattere innovativo, riguardanti l'integrazione e l'inclusione sociale"), ottenuto grazie ad un bando di gara del G.A.L. Valle della Cupa, con il quale l'Amministrazione Comunale ha affidato il coordinamento e la direzione del progetto all'Associazione Megghy di Trepuzzi che con entusiasmo, determinazione e costanza ha portato la Pet Therapy in case di riposo, istituti carcerari e lo porterà in ospedali e asili.

L'Associazione Impresa Sociale Megghy, come stabilito dal D.Lgs. n.155/2006 art. 2 comma 1 lettera e "Tutela dell'ambiente e dell'ecosistema" e dalla classificazione internazionale delle imprese sociali ICNPO gruppo 5 "Attività ambientalista" sottogruppo 5.2 "Attività a favore degli animali", ha come scopo:

diffondere la cultura animalista e la convivenza uomo-animale,
tutelare gli animali di affezione (promuovendo la diffusione del microchip e dell'iscrizione all'anagrafe canina),
prevenire il randagismo con la realizzazione di un rifugio con attiguo dog park (accoglienza di cani e gatti abbandonati, cure sanitarie e vaccinazioni di cani e gatti ospiti e di alcune colonie di gatti liberi in città),
sviluppare e diffondere la pratica della sterilizzazione dei suddetti animali (controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione degli animali ospitati),
aiutare i rifugi e canili esistenti e promuovere le adozioni (affidamenti responsabili di animali,
adozioni a distanza, sostegno alle famiglie per adozioni di animali con gravi patologie),
promuovere il rispetto degli animali e della natura nelle scuole (campagne di sensibilizzazione ed informazione per un corretto rapporto uomo-animale),
promuovere la pet-therapy con la creazione di un centro polifunzionale,
creare uno sportello di informazione animali,
creare una rete di dog/cat sitter service (una rete di servizi per il pubblico capace di fornire tutta l'assistenza necessaria ai possessori di cani e gatti che, a vario motivo, sono temporaneamente impossibilitati a prendersi cura del proprio animale).

Il team di lavoro, composto oltre che dalle figure di direzione e coordinamento del progetto, anche da un operatore certificato di Pet Therapy (scuola SIUA), una psicologa, tre veterinari, un'educatrice, una pedagoga, un biologo/etologo, un educatore cinofilo, così come previsto dalla normativa vigente, ha già introdotto la Pet Therapy nelle case di riposo (Progetto Nonno Pluto). Attraverso il coinvolgimento di cani e conigli, si è potuto appurare come alcuni parametri sociali, quali l'interazione e la comunicazione interpersonale, si siano implementati considerevolmente. Notevoli miglioramenti si sono ottenuti anche in relazione a parametri comportamentali come, ad esempio, curiosità, creatività, affettività, calma, capacità di osservazione e lucidità. Dunque gli anziani, trovandosi spesso in una situazione triste e demotivante, hanno potuto colmare i vuoti e la solitudine che accompagnano le loro giornate e sempre grazie al coinvolgimento degli animali hanno visto valorizzare la loro vita quotidiana. Le strutture coinvolte sono state "Villa Giada" a Trepuzzi (LE) e "Villa dell'Armonia" a Novoli (LE).

Lo stesso gruppo di lavoro ha lavorato anche presso la Casa Circondariale di Lecce con il progetto "Blum e i suoi amici", da poco concluso. La prima fase progettuale ha visto la realizzazione di un percorso formativo - riabilitativo, consistente in lezioni teorico-pratiche alla presenza di istruttori con i loro cani addestrati. I detenuti coinvolti nelle lezioni, ciascuno con differenti disagi, hanno trovato nella relazione con l'animale i presupposti per la costruzione di uno stato di benessere. Il rinforzo personale, anche in termini di affettività e maggiore sensibilità, autostima, responsabilizzazione, modificazioni comportamentali, comunicazione, sono stati gli effetti più evidenti della pet therapy, obiettivi peraltro corrispondenti al percorso formativo ed educativo che dovrebbe portare alla rieducazione e risocializzazione dei detenuti. La seconda parte del progetto presso la Casa Circondariale, è stata invece rivolta ai genitori detenuti e ai loro figli minori durante i colloqui settimanali. I bambini, all'interno di un'area dedicata insieme ai genitori detenuti, sono stati coinvolti in attività di socialità con animali domestici sotto la guida di un team di esperti. Gli obiettivi principali ottenuti sono stati quelli di favorire l'aggregazione affettiva del nucleo familiare durante i colloqui, ma soprattutto temperare l'impatto della struttura carceraria sui minori che ne fanno ingresso e di accompagnare il momento dell'uscita, cioè il momento del distacco dalla figura genitoriale. In questo senso gli animali, durante la visita, fungono da veri e propri "mediatori familiari" ed anche da "distrattori" nonché da supporto emotivo transazionale durante le entrate e le uscite. Nel corso della giornata conclusiva del progetto nella casa circondariale è emersa in modo inequivocabile tutta la soddisfazione dei detenuti nei confronti della direzione dell'istituto e degli operatori che li hanno accompagnati nel progetto.

A breve l'Associazione Megghy porterà le attività di Pet Therapy presso l'Ospedale di Tricase (LE), l'asilo nido "I Puffi" a Trepuzzi (LE) e il reparto di Psichiatria dell'ospedale "V. Fazzi" di Lecce.

L'ingresso nell'Ospedale di Tricase (Le) ed in particolare nel reparto di pediatria oncologica è stato possibile grazie alla collaborazione tra l'Associazione Megghy e l'Associazione Lorenzo Risolo (ARL), che già da tempo si impegna a migliorare la vita ospedaliera dei bambini ricoverati all'ospedale "Panico" di Tricase (Le). Dice la Sig.ra Sonia, Presidente dell'ARL "L' Associazione nasce il 14 Gennaio 2014 e prende il nome da Lorenzo. Proprio dalla sua determinazione è nata la nostra idea, con l'assoluta fermezza di voler fornire un aiuto concreto alle tante famiglie che vivono la stessa situazione che abbiamo vissuto noi. Per questo vogliamo scendere in pista con la sua stessa forza di volontà e proporci come obiettivo quello di contribuire a promuovere e organizzare manifestazioni, incontri, tornei di beneficenza, ed ogni altra iniziativa il cui ricavato possa offrire un sostegno immediato e diretto che possa fare affrontare ai bambini la malattia con un sorriso".

Tutto questo dimostra che è possibile credere con impegno in nuove forme di co-terapia come la Pet Therapy, creando anche forme di sinergia tra pubblico, privato e terzo settore, sviluppando sempre di più una nuova cultura delle relazioni uomo-animale come risposta ai purtroppo numerosi episodi di violenza gratuita verso gli animali che si registrano spesso nei nostri comuni.

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