Rudiae, dall'anfiteatro affiorano indizi importanti di un "derby" ante litteram

Gli spalti del sito erano in pietra e non in legno come inizialmente ipotizzato. Dopo il ritrovamento di una statua di marmo pregiato, un'altra testimonianza attesta il rilievo dell'antico centro messapico anche in età romana, forse in competizione con Lupiae

Foto di Beppe D'Ercole, presidente di Vivere Lecce.

LECCE – Gli scavi in corso presso il parco archeologico di Rudiae stanno regalando agli archeologi indicazioni importanti. L’ultima, affiorata proprio in questi giorni, è quella relativa alla presenza di spalti in pietra e non in legno come si era inizialmente pensato.

Giorno dopo giorno il team di esperti formato da Catarina Polito, Pio Panarelli, Dario Corritore e Alessandro Monastero e coordinato dal professor Francesco D’Andria sta portando alla luce testimonianze che inequivocabilmente attestano l'importanza del sito. Già il 15 gennaio, nel corso di una conferenza stampa, venne sottolineata l’importanza del ritrovamento di una statua in marmo pregiato risalente probabilmente al IV o al V secolo dopo Cristo.

Appare sempre più evidente come Rudiae non avesse nulla da invidiare alla vicina Lupiae. Anzi, è come se l'antico centro messapico non solo avesse mantenuto il suo prestigio anche in età romana, ma che fosse anche in piena competizione con la città emergente, distante solo pochi chikometri. Una sorta di "derby" ante litteram si delinea dinque nelle campagne leccesi.

scavirudiae-2Gli scavi in corso confermano oggi la fondatezza delle battaglie condotte da associazioni (Vivere Lecce) e sparuti protagonisti della vita politica cittadina (Fabio Valenti), che per decenni hanno chiesto la valorizzazione del sito convinti dell'importanza dei tesori in esso custoditi. Un'altra dimostrazione di quanto siano ancora inespresse le potenzialità turistiche del territorio leccese.

Il cantiere, che dal punto di vista archeologico vedo protagonista lo spin-off dell’Università del Salento Arva srl,  è stato appaltato dal Comune di Lecce alla ditta Nicolì e andrà avanti ancora per qualche mese ma per il recupero integrale di tutta l’area, compresa quella del fondo Acchiatura, si stima siano necessari 4 milioni di euro.

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