“Non fu una tentata estorsione”: un 34enne torna in libertà

Un uomo di Martano, arrestato nel dicembre del 2017, per il giudice “avrebbe esercitato arbitrariamente le proprie funzioni”

Foto di repertorio.

LECCE – Torna in libertà Fabio Lanzillotto, il 34enne di Martano, arrestato nel mese di dicembre del 2017 con l’accusa di tentata estorsione. Quel reato, infatti, è stato derubricato: non fu una richiesta estorsiva nei confronti della presunta parte offesa la sua, bensì un esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Non essendoci le condizioni di procedibilità (per mancanza della querela della persona offesa), il processo non potrà dunque proseguire.

È quanto ha stabilito il giudice, nella giornata di ieri. È stato infatti dichiarato il non doversi procedere nei confronti del 34enne, difeso dall’avvocato Donato Amato del Foro di Lecce, con la dichiarazione di perdita di efficacia dell'obbligo di presentazione alla polizia Giudiziaria. Tutto è cominciato a Castrignano de’ Greci un anno e mezzo fa. Lanzillotto fu arrestati dai carabinieri della compagnia di Maglie perché accusato di aver posto in essere  tentativo di estorsione ai danni di un suo concittadino. In particolare, avrebbe chiesto la somma di 140 euro a settimana con violenza.

Con quelle accuse finì agli arresti domiciliari per un periodo di sei mesi e, successivamente, fu sottoposto all’obbligo di firma.  Il processo che si è instaurato nei suoi confronti ha però stabilito una diversa verità processuale: si trattò dunque di un prestito e per riottenere i soldi Lanzillotto avrebbe agito eccedendo nella reazione.

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