Indagini in mare per il gasdotto di Tap: nessun danno, archiviata l’inchiesta

La denuncia presentata da una cooperativa di pescatori. Ma, per i consulenti nominati dalla Procura il fondale è integro. Risarcito il danneggiamento delle reti. Il gip Simona Panzera ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Antonio Negro

LECCE – E’ stata archiviata l’inchiesta sui presunti illeciti legati alle prospezioni in mare, al largo di Otranto, propedeutiche alla realizzazione del gasdotto Tap con approdo a San Foca. Il gip Simona Panzera, infatti, ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore titolare del procedimento, Antonio Negro, che non aveva ravvisato alcun illecito e alcun danno nell’ambito dell’indagine. A motivare la decisione del pubblico ministero i responso dei consulenti nominati dalla Procura, che hanno evidenziato come le attività di prospezione in mare non abbiano danneggiato o deturpato i fondali.

A maggio scorso due sommozzatori della guardia costiera di Otranto si erano immersi nel tratto di mare che conduce sino al porto della marina di Melendugno, dove sono stati eseguiti dei primi rilievi fotografici e alcuni campionamenti. Le indagini della Procura e le attività di consulenza disposte in merito, hanno dunque confutato, come denunciato da alcune associazioni ambientaliste e cooperative di pescatori, che i sondaggi eseguiti nei mesi scorsi al largo delle coste salentine, erano "irregolari", o addirittura dannose per le attività di pesca della zona marittima interessata. A essere danneggiate sono state solo alcune reti di pescatori, già risarciti.

La denuncia firmata da una cooperativa (ultimo capitolo della saga che vede come protagonista il progetto del gasdotto) era approdata in Procura dopo le proteste dei pescatori, che avevano evidenziato i danni subiti e richiesto l'intervento di Arpa Puglia per verificare “lo stato del fondale e dell'ecosistema, dopo la levata delle ancore delle navi dalle acque interessate alle prospezioni”.

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