Bazar della droga e delle armi bianche: smantellata centrale dello spaccio

Tre arresti a Corsano e un sequestro di cocaina, eroina, marjuana e mannite. Trovati anche degli appunti sull’attività di spaccio con nomi e contatti

Parte del materiale sequestrato nell'indagine.

CORSANO – Smantellata una centrale dello spaccio nel Capo di Leuca: tre arresti. Nel corso della mattinata, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tricase, assieme ai colleghi della stazione di Corsano e del Nucleo cinofili di Modugno, hanno stretto le manette ai polsi di Leonardo Bortune, 52enne; Michele Ferraro di 39 anni e di Antonio Orlando, di 28 anni, tutti di Corsano. I tre sono stati fermati in flagranza di reato, con l’accusa di detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio.

Il blitz è scattato dopo aver circondato l’area, per garantire la sicurezza dei cittadini. Dapprima hanno fermato Orlando, in un cortile, mentre tentava di darsi alla fuga dal retro dell’abitazione, con addosso uno zainetto contenente stupefacente e soldi. L'uomo era già nome noto alle forze dell'ordine, perchè coinvolto nel blitz "Short message" del novembre del 2018: una maxi operazione, sempre condotta dai militari di Specchia e Tricase.

Durante la perquisizione in casa, con l’aiuto di un pastore tedesco addestrato a scovare la droga, i militari hanno rinvenuto 24,1 grammi di cocaina; 67 di eroina, 19,4 di marijuana, 8,1 di mannite. E ancora, 13 piante di “erba”, dell’altezza di varie dimensioni, un bilancino e una soma di mille e 158 euro. All’interno, inoltre, anche una balestra non denunciata, un machete di 50 centimetri, tre pugnali mai segnalati, una riproduzione di una scacciacani calibro 9, in plastica e metallo, senza tappo rosso obbligatorio.

Sempre nell’abitazione, trovati inoltre un caricatore vuoto di una pistola di cui non vi era traccia, appunti sugli acquirenti della droga e cinque cellulari. Il tutto è stato immediatamente posto sotto sequestro. Bortune è stato anche denunciato per detenzione abusiva di armi bianche e furto aggravato di energia elettrica: nel corso del sopralluogo dei locali, i carabinieri hanno infatti individuato dei cablaggi che si allacciavano abusivamente al terminale del distributore di energia elettrica. La quantificazione del danno da furto di energia elettrica è in corso. Mentre gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati accompagnati presso il carcere di Lecce. I carabinieri tricasini, guidati dal capitano Alessandro Riglietti e dal luogotenente Angelo De Marco, proseguiranno ora con le indagini per ricostruire la rete dei contatti dei tre e individuare altri responsabili.

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