A febbraio la rapina “mordi e fuggi” in una banca: presi in due

I carabinieri di Tricase hanno fermato un 26enne e un 27enne, entrambi di Cerignola, accusati del colpo ad Acquarica del Capo tre mesi addietro

Un fotogramma dai video nelle mani dei carabinieri.

TRICASE – Incastrati nonostante l’abbondante strato di fondotinta spalmato sul volto. Da Foggia al Salento per una rapina “toccata e fuga”: acciuffati giovani rapinatori.  I carabinieri della compagnia di Tricase hanno infatti eseguito all'alba di oggi due provvedimenti cautelari, emessi dal gip presso il Tribunale di Lecce, Sergio Mario Tosi, nei confronti di altrettanti ragazzi indagati per rapina aggravata in concorso ai danni di un istituto di credito del Salento, favoreggiamento e ricettazione. Si tratta di un 26enne e di un 27enne, Valerio Granato e Dario Perrucci, di Cerignola, ora ristretti nel carcere di Foggia.  Un terzo individuo e una ragazza risultano inoltre indagato in stato di libertà. Sono tuttora in corso delle perquisizioni da parte degli inquirenti a carico di questi ultimi individui. Durante i sopralluoghi, gli inquirenti hanno rinvenuto materiale ritenuto  “interessante” ai fini investigativi: potrebbero infatti esserci connessioni tra gli individui identificati ed altri colpi simili messi a segno nel Salento.

Il video: incastrati nonostante il fondotinta

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Gallone, denominata “Mordi e fuggi”, proprio per via della velocità con cui è stato eseguito il piano è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tricase e dai militari di Presicce - sotto il cordinamento del luogotenente Angelo De Marco - che ha avviato la sua attività a seguito di una rapina perpetrata presso l’istituto bancario “Credem” di Acquarica del Capo, nella mattinata del 13 febbraio scorso e che ha fruttato alla banda un bottino di circa duemila euro. I carabinieri di Tricase, guidati dal capitano Alessandro Riglietti, sono riusciti a stringere il cerchio su un gruppo di ragazz provenienti da Cerignola che, in giornata ha raggiunto il Salento, ha colpito l’obiettivo prescelto ed è rientrato nel Foggiano subito dopo aver perpetrato la rapina. L’indagine è stata svolta anche grazie alla collaborazione dei colleghi del comando provinciale del capoluogo dauno.

I fatti nella mattinata del 13 febbraio

GRANATO VALERIO_1-2Per raggiungere il comune del Capo di Leuca, la banda ha impiegato una Fiat 500X e un furgone, entrambi veicoli “puliti” e non sospetti. I mezzi sono stati parcheggiati a distanza da corso dante Alighieri, sede dell’istituto di credito. Sono stati poi riutilizzati per la fuga. Una volta raggiunta l’area di sosta, i componenti della banda hanno scaricato uno scooter dal camion: il mezzo a due ruote, risultato poi rubato e con matricola del telaio abrasa, è servito per raggiungere la filiale e poi scappare il più velocemente possibile. Al momento del colpo, Granato ha agito senza coperture sul viso, ma con uno spesso strato di fondotinta di colore molto scuro. Una volta all’interno, ha strattonato con violenza l’impiegata, scostandola dalla sua postazione per poi asportare il bottino dal cassetto. È poi scappato, sebbene alcuni coraggiosi clienti della banca abbiano cercato di ostacolargli la fuga. Uscito dall’istituto di credito, è montato in sella allo scooter, facendo perdere le proprie tracce.

L’indagine

PERRUCCI DARIO_1-2I militari della compagnia di Tricase, sin dai primi istanti alle prese con il recupero dei filmati di tutti i sistemi di videosorveglianza, hanno ricostruito con un’operazione certosina e complessa tutti i movimenti dei malviventi: incrociando quei dati visivi, anche grazie al supporto della Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri di Bari, si è poi risaliti ai nomi degli indagati. A fornire una svolta, un dettaglio apparentemente insignificante: un foglio plastificato, tenuto in mano da Granato e immortalato dai video. Quell’oggetto, durante la complicata fuga, gli è però scivolato. Un reperto sul quale sono state trovate alcune impronte digitali, poi risultate riconducibili a Perrucci. Quest’ultimo era tenuto sotto osservazione, negli ultimi giorni, perché risultato il sottoscrittore del contratto di noleggio del furgone, preso da una ditta nel Foggiano e riconosciuto nei fotogrammi. Le indagini hanno inoltre consentito di indagare per concorso e favoreggiamento sia un terzo ragazzo a cui era riconducibile la Fiat 500x individuata nei filmati sempre al seguito del furgone a noleggio, sia una ragazza che avrebbe accompagnato Perrucci presso la ditta di noleggio e che aveva messo a disposizione del gruppo la propria utenza telefonica.

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