Dopo la rapina chiama il complice: ma risponde il poliziotto. Arrestati

Sono finiti in manette i due baby-rapinatori di Cutrofiano, responsabili del colpo di ieri pomeriggio, ai danni del supermercato "Supeday" del posto. Per uno dei due, sorvegliato speciale, anche l'accusa di detenzione di stupefacente. Sono stati incastrati da un paio di scarpe e da un cellulare

CUTROFIANO – “Pronto? Vieni al parco?”. Uno dei due rapinatori ha chiamato l’altro sul cellulare, ma dall’altro capo ha risposto il poliziotto. Sono finiti in manette durante un’indagine lampo i baby malviventi che, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno messo a segno un colpo ai danni del supermercato “SuperDay” di Curtofiano, sulla via provinciale che conduce a Supersano.

Si tratta di Salvatore Saracino, 18enne, e di Davide Polimeno, di 20, entrambi di Cutrofiano, arrestati in flagranza di reato dagli agenti del commissariato di Galatina, diretti dal vicequestore aggiunto, Giovanni Bono, e dalla squadra mobile, coordinata da una delle dirigenti, Elena Raggio che, nella giornata di ieri, avevano predisposto un servizio antirapina nei paesi limitrofi.

Dopo essersi introdotto nel market, Saracino si è diretto a uno dei registratori di cassa, “presidiato” da una commessa. Sotto la minaccia di un pugnale, ha costretto la malcapitata a consegnare il denaro custodito nel cassetto. Adocchiando il secondo deposito, in quel momento scoperto, ha anche esortato un’altra dipendente ad aprirlo, per cedere la somma contenuta.

Ha rimediato un bottino di oltre mille e 200 euro, mentre il suo complice faceva “da palo” all’esterno, in sella a una biciletta, sulla quale si è poi allontanato assieme al telefono cellulare di Saracino. Quest’ultimo ha chiesto a un passante la possibilità di contattare telefonicamente l’amico. Non sapendo che Polimeno era stato già braccato dagli agenti e dall’altra parte della cornetta vi era proprio un poliziotto.

“Ok, ci vediamo alla villa”, avrebbe detto al giovane malvivente. Raggiunti i giardini comunali, i poliziotti hanno trovato anche il secondo rapinatore, costretto a quel punto a consegnare sia l’intero bottino, sia il coltello utilizzato per minacciare i commessi. In una strada poco distante, peraltro, sono stati rinvenuti anche gli abiti usati nel colpo. Saracino se ne era infatti sbarazzato, ma senza avere l’accortezza di cambiare anche le scarpe da ginnastica, piuttosto riconoscibili. La descrizione del suo abbigliamento è stata infatti fornita in maniera dettagliata da alcuni testimoni e anche dalle videocamere di sorveglianza.

Su disposizione del sostituto procuratore Maria Vallefuoco, gli inquirenti hanno accompagnato i due in carcere con l’accusa di rapina in concorso e possesso ingiustificato di armi. Saracino è difeso dall’avvocato Patrizia Gemma, Polimeno dal legale Alessandro Mariano, entrambi del Foro di Lecce. Più delicata la posizione del 20enne: oltre ad essere sorvegliato speciale, nella sua abitazione sono stati scovati 16 grammi di marijuana suddivisa in dosi, e un bilancino di precisione. Risponderà, dunque, anche di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

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