Rapine a mano armata nei negozi ed estorsioni: sei in arresto

Sei arrestati e sette indagati a piede libero: è il bilancio di un'operazione condotta dai carabinieri in provincia. Le manette sono scattate a Copertino, Melendugno, Lecce e Cavallino

Un momento della conferenza stampa

COPERTINO – Due filoni di indagine, uno per ogni “giro d’affari”, convogliato in una inchiesta unica che, all’alba, ha portato all’arresto di sei individui, e alla denuncia in stato di libertà di altri sette. E’ stato ribattezzato “Operazione Serpe” il blitz condotto dai carabinieri di Gallipoli e Copertino, coordinati rispettivamente dal tenente Francesco Battaglia e dal luogotenente Salvatore Giannuzzi. Sei individui sono stati ritenuti vicini a due organizzazioni e responsabili a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alle rapine a mano armata nei negozi ed estorsioni ai parcheggiatori abusivi di Lecce, Copertino e nei comuni limitrofi. Tante, infatti, le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai militari nelle ultime ore, su disposizione del gip del Tribunale di Lecce Michele Toriello e su richiesta del sostituto procuratore, Roberta Licci.  Tre ordinanze sono state eseguite a Copertino, quelle restanti rispettivamente a Cavallino, Melendugno e Lecce. Sono in tutto sette, invece, gli indagati a piede libero.

Si tratta di Francesco Nestola, 35enne; Gianmarco Calcagnile, di 29 anni; Pamela De Matteis, 25enne; Sabrina Malinconico, 24enne; Giovanni Savina, 30enne già ristretto al regime degli arresti domiciliari e Massimo Signore di 50 anni.

L’indagine ha portato alla luce l’esistenza di due distinti gruppi, nei comuni di Lecce, Copertino, Monteroni, Porto Cesareo, Salice Salentino e Surbo, facenti capo rispettivamente a Francesco Nestola di Copertino, alias “Mpuddria” e Massimo Signore di Lecce, alias “Zio Massimo”: il primo già indagato per estorsione e stupefacenti, il secondo pluripregiudicato per  ricettazione, delitti in materia di armi e stupefacenti e comunque  entrambi già noti per la loro vicinanza ad ambienti della criminalità organizzata leccese. L’operazione è stata ribattezzata “Serpe”, dal nome di un vicolo di Copertino in cui i sodali era soliti darsi appuntamento. L’attività investigativa ha fatto emergere due distinti gruppi, specializzati in affari completamente diversi: il primo nelle rapine a mano armata ai danni degli esercizi commerciali; il secondo nell’estorsione nei confronti dei parcheggiatori abusivi in città e in provincia, costretti a versare una “tassa fissa” di 100 euro a settimana. Il collante fra queste due organizzazioni sarebbero state le due figure femminili finite in manette che, durante l’indagine, sono “comparse” ora nel primo filone, ora nel secondo, in un ping-pong che non ha fatto altro che fornire nuovi elementi agli inquirenti che stavano investigando circa la loro posizione.

La prima fase dell’attività risale al 5 gennaio del 2015 quando, a distanza di un’ora, sono state messe a segno due rapine: una ai danni del market “Meta” di Copertino e l’altra nei locali del “Sisa” di Monteroni di Lecce. A quegli episodi è seguito un arresto in flagranza di reato di uno degli indagati, riconosciuto grazie alla sua Fiat Stilo di colore grigio, con cui ha messo a segno i due colpi. Ma l’attenzione degli investigatori si è poi soffermata su due precedenti rapine aggravate dall’utilizzo di un fucile a canne mozze,  perpetrate il 27 novembre 2014 e il 21 dicembre dello stesso anno: la prima  in una ricevitoria lotto a Porto Cesareo, la seconda in un centro scommesse  Salice Salentino. L’acquisizione dei filmati di videosorveglianza e dei tabulati telefonici ha consentito di ottenere  un primo quadro indiziario sul sodalizio, ritenuto responsabile dei quattro episodi. Sono state le intercettazioni ambientali all’interno di una delle vetture utilizzate dagli arrestati a svelare il resto.

Il video

Chiacchierate che hanno delineato non soltanto il quadro indiziario, ma hanno anche fornito diversi dettagli sull’organigramma con cui era strutturato il sodalizio. Di fatti, i carabinieri di Copertino sono giunti all’arresto, in flagranza, il 18 aprile del 2015: tre degli indagati sono stati trovati in possesso di una pistola clandestina, pronti per dare vita a un nuovo disegno criminale in zona. Rilevante la figura chiave di Nestola, ritenuto dagli inquirenti promotore delle “attività”. Ma non è tutto. Nell’indagare su questa serie di rapine, infatti, i militari si sono imbattuti nel secondo “settore” dell’organizzazione. Quello dell’estorsione ai danni dei parcheggiatori abusivi. E’ stato uno di loro a denunciare il tutto. Quando, minacciato in più occasioni e poi percosso da Signore nel parcheggio dell’Ipercoop, si è rivolto in caserma temendo per la sua incolumità. Non è stato il solo malcapitato. Sono almeno cinque le vittime accertate: si tratta di individui che esercitavano l’attività abusiva di parcheggiatore non soltanto all’esterno del centro commerciale “Mongolfiera”, ma anche fuori dall’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, in piazza Libertini e al “Mercatone Uno”.

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