Aggressione per il controllo abusivo del parcheggio: due uomini in manette

Un uomo di nazionalità marocchina e un altro di origine tunisina, giunto in soccorso del primo, sono stati malmenati sul piazzale davanti la stazione ferroviaria

Un'immagine della conferenza

LECCE - Il fenomeno della gestione abusiva dei parcheggi sta sfuggendo di mano. Piaga fra le pieghe della città, che ha portato all’ennesimo episodio nella tarda serata di ieri. La telefonata alla sala operativa della questura è giunta intorno alle 23, per segnalare una violenta rissa in piazza Oronzo Massari, quello antistante la stazione ferroviaria di Lecce. Raggiunto il luogo, però, gli agenti non hanno rintracciato nessuno, se non due ragazzi di origini senegalesi. Sono stati fermati e accompagnati negli uffici di viale Otranto, peraltro a poche centinaia di metri di distanza, per ascoltare la propria versione dei fatti e chiarire il loro eventuale coinvolgimento nella zuffa comunicata dai cittadini poco prima.

Entrambi sono stati arrestati per il reato di estorsione aggravata e lesioni personali: l’accusa era inizialmente di rissa, ma nel corso della ricostruzione dei fatti la loro posizione si è aggravata. Si tratta di Karim Fofama, di 22 anni, e di Modou Celikh Gueye, di 32. Contemporaneamente, infatti, altri poliziotti hanno avuto l’idea di rivolgersi al pronto soccorso del “Vito Fazzi”, per chiedere se fossero giunti  feriti ritenuti "sospetti". Ipotesi che ha trovato immediati riscontri: in ospedale, infatti, erano arrivati da poco un 39enne di nazionalità marocchina, e un 27enne tunisino.

Entrambi sono rimasti vittime di un pestaggio da parte di un gruppo composto da sei cittadini senegalesi, due dei quali sono i fermati. Gli altri quattro sono al momento ricercati. I feriti hanno riportato lesioni al volto e agli arti, dopo essere stati colpiti persino con un pesante sasso. Le conseguenze non sono fortunatamente gravi, e sono stati giudicati guaribili nel giro di circa una settimana. Il 39enne ha dichiarato di essere arrivato a Lecce da appena 15 giorni per cercare un lavoro. Foto 1-25-13

Non avendone uno, ha trovato rifugio all’interno dello scalo ferroviario, e ristoro presso la mensa della Caritas. Per guadagnarsi da vivere, dunque, si è dato  all’attività di parcheggiatore abusivo. E’ stato intorno alle 23 che il gruppo di senegalesi gli si è avvicinato, in via Duca degli Abruzzi, in centro, per chiedergli una somma di cinque euro. Un individuo noto negli ambienti, conosciuto come “Base” e al momento ricercato, avrebbe richiesto i soldi per potergli concedere in cambio il consenso ad esercitare l’attività sulla “sua” zona. Davanti al rifiuto del 39enne magrebino, però, lo ha colpito con un sonoro ceffone in pieno volto. Ma non è finita lì.

A pestare l’uomo ci si sono messi pure gli altri cinque amici di “Base”. Calci e pungi su tutto il corpo, accompagnati da minacce, insulti, e frasi come “Dacci i soldi che hai guadagnato oggi”, o “Poi vattene da qui, questa è la nostra piazza”. Parole inequivocabili che si riferiscono  a una vera e propria spartizione del territorio da controllare e gestire. Quando sembrava che l’aggressione stesse per terminare, due dei sei senegalesi hanno raccolto un grosso sasso dalla strada, e lo hanno lanciato sul viso della vittima. E’ stato in quel momento che è sopraggiunto l’altro parcheggiatore abusivo, il ragazzo tunisino, per fornire soccorso all’amico. Ma si è ritrovato con schiaffi e pugni: “Base” ha lanciato un’altra pietra anche a lui, ferendolo alla gamba e al piede. Soltanto l’arrivo dell’ambulanza del 118, allertata nel frattempo dalla centrale della questura, ha messo fine allo stillicidio di violenza. I sei si sono dileguati, ma i poliziotti sono riusciti a beccarne due, gli attuali arrestati, condotti in questura nel corso della notte. Ad avere la peggio, è stato proprio il 27enne che ha prestato aiuto all'amico: è stato tenuto sotto osservazione nella struttura sanitaria del capoluogo salentino.

La fase investigativa non si è ancora conclusa, e non solo perché ci sono ancora da individuare i quattro individui riusciti a defilarsi. Gli inquirenti, infatti, intendono fare luce sul fenomeno dei parcheggiatori abusivi in città, costellato ormai da un numero sempre crescente di episodi, che non possono che essere collegati tra loro. Si assiste a una gestione tutta italiana nelle ore diurne, per poi notare il “cambio turno” in versione straniera quando il sole tramonta. “Una situazione sotterranea di degrado”, come l’ha definita la dirigente dell'Ufficio volanti,  il vicequestore aggiunto Eliana Martella. “Se prima abbiamo assistito a una lotta per la suddivisione del mercato dello spaccio di stupefacenti, ora notiamo che il fenomeno si è spostato sul recupero di pochi spiccioli, in una guerra fra poveri che si accusano a vicenda di reciproche invasioni di territorio”.

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