Furto di armi e munizioni nella caserma dei forestali. Eseguiti tre arresti

Nella notte tra il 13 e il 14 luglio scorso, dai locali del corpo a San Cataldo, furono sottratti M12, cartucce, un giubbotto antiproiettile e altro materiale. Per quell'episodio tre persone sono finite in manette nelle scorse ore

La conferenza di questa mattina, al centro il procuratore cataldo Motta

LECCE – E’ la storia del guardiano di un’isola, che si intreccia a quella di un carabiniere di Rho, nel Milanese, in vacanza nel Salento. Un plot simil-letterario che ha però smascherato una delle vicende più roventi dell’estate del 2014. Hanno pianificato l’irruzione nei minimi dettagli, per poi scivolare e tradirsi nel corso delle intercettazioni che, telefonata dopo telefonata, hanno fornito un patchwork di contatti e informazioni ai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Lecce, guidato dal colonnello Saverio Lombardi.

Tre persone sono state arrestate per il furto di armi presso il posto fisso del corpo forestale dello Stato di San Cataldo, avvenuto in via Amerigo Vespucci nella notte tra il 13 e il 14 luglio scorso. In quella circostanza furono sottratti due mitragliatori Beretta M12, circa 200 munizioni, un giubbotto antiproiettile e altro materiale. Quelle armi non sono ancora state rinvenute: gli inquirenti sono certi che non siano ancora state cedute. Eppure, dalle intercettazioni, sarebbe emersa la volontà di vendere le pistole – per una somma di circa quattromila euro – a individui vicini al clan Tornese.

Tra i presunti responsabili destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare (disposta dal gip Vincenzo Brancato, su richiesta del pm Massimiliano Carducci) Ermanno Bianco, 41enne nato a Nardò ma residente a Porto Cesareo, Angelo Buccarella, 44enne originario di Galatina ma domiciliato a Nardò e Antonio Boris Arcati 34enne di Leverano iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di furto con scasso. Durante una perquisizione in casa - estesa ad una masseria nella sua disponibilità dove fu ritrovata anche una Vespa Piaggio rubata nel mese di aprile - i carabinieri rinvennero la fiamma ossidrica e attrezzi atti allo scasso ritenuti compatibili con l'azione messa a segno nei locali del corpo forestale dello Stato.foto1-27-6

Un carabiniere in servizio in Lombardia, ma in ferie nel Tacco, ha fornito elementi determinanti all’attività investigativa. Il militare ha, infatti, notato i movimenti sospetti di una Fiat Panda di colore giallo (risultata intestata alla moglie di Arcati) che, proprio la notte precedente al furto, si aggirava ei pressi di un bar, dove il carabiniere aveva deciso di mangiare un gelato. Ha annotato il numero di targa dei tre individui a bordo della Fiat, per poi notarli avviarsi in direzione della sede del Corpo forestale. E li ha visti ritornare nel giro d appena una decina di minuti.

Figura chiave, nell’ambito dell’indagine, condotta anche dai militari del Nucleo investigativo, guidati dal capitano Biagio Marro, sarebbe proprio quella di Ermanno Bianco, impiegato civile del Corpo forestale dello Stato, dapprima in servizio presso la sede di Porto Cesareo, poi trasferito in quella della marina leccese. Bianco, foto-130-33guardiano dell’Isola dei Conigli, avrebbe ricoperto il ruolo di basista. Gli investigatori dell’Arma, supportati dai colleghi del reparto Investigazioni scientifiche, guidato dal luogotenente Vito Angelelli, ne erano certi: soltanto qualcuno della “famiglia” del Corpo forestale dello Stato avrebbe potuto fornire disposizioni tanto precise.

Talmente studiate, da portare gli autori dell’irruzione nella caserma ad eseguire fori negli armadietti all’altezza dei ripiani nei quali erano custodite le armi, con una precisione chirurgica. Qualcuno che, evidentemente, ha fornito chiare indicazioni sull’assenza di sistemi di videosorveglianza, e di altre forme di vigilanza.foto2-24-9

L’ispezione dattiloscopica effettuata sul posto, ha consentito immediatamente di individuare alcune impronte palmari e digitali sul pomello della porta blindata divelta. E anche sullo stipite di un locale adiacente. Altre tracce, inoltre, sono emerse durante le analisi in laboratorio. E non è tutto. Durante i sopralluoghi degli esperti dell’Arma, sono emerse anche tracce ematiche sul lato interno dell’anta dell’armadio metallico, in corrispondenza del taglio superiore effettuato sulla lamiera con l’utilizzo della fiamma ossidrica.

Poi, alcuni volontari intenti nella pulizia di via vecchia Leverano, a Copertino, ritrovarono una cassetta con all'interno alcuni distintivi: si trattava di una parte del bottino dell'irruzione nella caserma di San Cataldo. Con ogni probabilità di quel materiale di cui gli autori del colpo si vollero disfare lungo la via di fuga. Durante le conversazioni registrate dai militari del Nucleo investigativo di Lecce, al comando del capitano Biagio Marro, per quello scivolone è stato additato (e offeso) dagli stessi compagni di banda proprio Arcuti.

Uno degli aspetti più inattesi della vicenda, riguarda la totale estraneità dell’episodio con quelli affini accaduti, in quelle stesse settimane, nel comando di polizia municipale di Gallipoli (una di quelle armi rubate fu poi trovata dalla polizia di Napoli durante un blitz anticamorra), nel Comune di Parabita, Lecce e in quello tentato nel municipio di Taviano. Nel giorno di fine agosto in cui avvenne la scoperta choc nella Città Bella, Bianco e Buccarella commentano la notizia con leggerezza, sollevati dall’idea che gli altri furti avrebbero portato gli inquirenti a concentrarsi su altre piste. Hai visto che hanno fatto un altro furto con la fiamma ossidrica... (...) meno male... cosi cacano il c….. agli altri”. Questo uno dei frammenti di intercettazione, che ha portato gli investigatori a escludere, almeno al momento, eventuali collegamenti con gli altri fatti di cronaca che, per un’intera estate, hanno fatto temere inquietanti scenari e pericolosi contatti fra la criminalità locale e quella extraregionale.

Bianco è difeso dall'avvocato Riccardo Giannuzzi, Buccarella dall'avvocato Giancarlo Dei Lazzaretti, Arcati dall'avvocato Cosimo D'Agostino. L'interrogatorio di garanzia è previsto per lunedì mattina.
 

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