Rapina due volte prostituta, connazionali della donna gli estorcono soldi: arrestati

Un 33enne di Collepasso denunciato per i colpi ai danni della 29enne bulgara. Ma quest'ultima è finita in manette, assieme ad altri due individui, per aver estorto il denaro al rapinatore

Foto di repertorio.

GALATINA – Tre gli arresti, nelle ultime ore, al termine di un’indagine nella quale tutti sembrano aver avuto delle colpe, alternandosi al contempo nel ruolo di vittima e aguzzino. Un uomo mette a segno due rapine, ma i malcapitati diventano estorsori. Mariyn Chakarov 43enne); Nayden Borisov (28enne) e Sevdalina Radostinova (29enne), tutti di nazionalità bulgara, sono stati arrestati nel pomeriggio di dieri dagli agenti di polizia del commissariato di Galatina, guidati dal vicequestore Giovanni Bono.

Il gruppo, domiciliato da tempo a Taviano, è stato fermato con l’accusa di estorsione aggravata in concorso ai danni di S.M., un operaio 33enne di Collepasso. La 29enne straniera svolgeva da alcuni mesi l’attività di meretricio nei pressi dell’aeroporto militare di Galatina. L’attività investigativa è infatti cominciata quando la donna ha denunciato due rapine, subite da un italiano. I poliziotti hanno identificato il 33enne, denunciandolo in stato di libertà per rapina.

Contemporaneamente, anche la 29enne straniera ha avviato una sorta di “indagine” privata, assieme ai due connazionali arrestati , per risalire all’autore degli episodi subiti. Tanto che i tre, la scorsa settimana, hanno atteso il 33enne fuori dal luogo di lavoro, per poi picchiarlo e minacciarlo: avrebbe dovuto consegnare una somma di 10mila euro in contanti. Dopo una intensa trattativa l’operaio ha ottenuto la dilazione in due parti della cifra richiesta ma, allo stesso tempo, si è rivolto agli agenti del commissariato per denunciare il ricatto.

Ha così consegnato la prima parte di denaro, circa 500 euro,  nel pomeriggio di ieri ai tre e, all’avvenuta  consegna del denaro, sono  intervenuti gli agenti che hanno tratto in arresto in flagranza i tre bulgari con l’accusa di estorsione, recuperando  il denaro. Nel corso della perquisizione eseguita nell’abitazione a Taviano, è stato inoltre sequestrato altro denaro, circa 4mila euro, provento dell’attività di prostituzione della donna.  Sono in corso ulteriori indagini per risalire alla responsabilità di altri soggetti. Il gruppo è stato condotto presso il carcere di Lecce.

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