Rapinatore delle poste incastrato dal giornale: il tragitto ricostruito dalle videocamere

Nuovi guai per un 40enne, fermato a febbraio per due colpi, tentato e riuscito: proprio in quei giorni l'altro episodio in città

I dirigenti Monica Sammati e Alberto Somma

LECCE – Nuovi guai per il rapinatore seriale degli uffici postali: misura cautelare in carcere per Vincenzo Piccinni, il 40enne di Tricase, finito in manette a febbraio. L’uomo è stato incastrato proprio dal filmato di una videocamera a pochi passi dagli uffici della questura e finito nelle mani degli agenti della squadra mobile. E’ stato infatti e arrestato dai poliziotti coordinati dal vicequestore aggiunto Alberto Somma l’autore del colpo messo a segno lo scorso 13 febbraio, in città. Tutto è cominciato quando un individuo, armato di pistola della quale non si hanno più tracce, ha fatto irruzione intorno alle 10 del mattino nello sportello “Lecce 2”, nei pressi della stazione ferroviaria. Si è fatto consegnare dai dipendenti unaImmagine-37 somma di quasi 2mila e 500 euro.

Dopo quattro mesi e diversi altri guai giudiziari, è scattata la misura per rapina aggravata, emessa dal gip del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati, su richiesta del pm Roberta Licci. Gli investigatori della polizia hanno ricostruito l’intero percorso effettuato dal 40enne, accompagnato a Lecce da un secondo individuo, risultato estraneo alla vicenda stando ai riscontri nelle mani degli agenti. Il tragitto, infatti, è stato immortalato da numerose videocamere installate nella zona della stazione.

Una, in particolare, ha immortalato un uomo sospetto nell’autovettura, negli istanti successivi alla rapina. Seguita dunque quell’utilitaria, fotogramma dopo fotogramma, i poliziotti hanno nuovamente ritrovato quella vettura nei pressi della questura, mentre imboccava un tratto di viale Gallipoli contromano. Segno, secondo gli inquirenti di un conducente che, evidentemente, non conosce la viabilità cittadina e non è dunque del posto. Il personale della scientifica, nel frattempo, si era messo al lavoro per analizzare alcune impronte digitali e altri reperti rinvenuti nello sportello “visitato” dal rapinatore.

Il VIDEO

Quest'utlimo, dettaglio rilevante, ha nascosto la somma derubata tra le pagine di un quotidiano. Giornale che è stato ritratto dagli "occhi elettronici" e che ha certificato l'esistenza di quel denaro, del quale l'uomo avrebbe inizialmente dichiarato di essersi disfatto. A dare manforte alle prime ipotesi che portavano al nome di Piccinni, inoltre, i tabulati telefonici. Le celle agganciate negli istanti precedenti e successivi al colpo hanno infatti consentito alla squadra mobile di dare un nome e cognome al rapinatore al suo accompagnatore, ma anche di chiarire dove fossero finiti quei soldi sottratti alle poste: Piccinni li ha immediatamente versati ai propri creditori, come hanno dimostrato le telefonate effettuate una volta terminata la rapina. Piccinni, proprio in quei giorni, era stato anche fermato dai carabinieri della compagnia di Tricase per un doppio colpo: uno tentato, l’altro riuscito. Sempre ai danni di sportelli postali. Il primo a Lucugnano, la frazione di Tricase, l’altro a San Cassiano, al termine del quale era stato scoperto.

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