Assalto portavalori Sveviapol, l'Ugl: "Personale di vigilanza rischia la vita"

Dopo l'ennesimo assalto, l'intervento del segretario provinciale del sindacato, Antonio Verardi, che chiede ulteriori accorgimenti a tutela delle unità in servizio: "Non è accettabile che si continui a rischiare di essere uccisi"

Foto di Antonio Quarta

LECCE - L'ennesimo assalto ad un Portavalori Sveviapol riapre la discussione sulla sicurezza e su come questi mezzi siano di fatto diventati "bersagli mobili" ed obiettivi precisi. Questa preoccupazione viene ribadita da Antonio Verardi, segretario territoriale Ugl Lecce, che in una nota plaude al coraggio delle unità presenti all’interno, "alla loro capacità di reazione, di difesa, ma questi fattori, non possono essere la prevalente azione dissuasiva ad un assalto".

"Il personale degli istituti di vigilanza, di fatto - spiega -, affrontano un fattore rischio che non può continuare a rimanere nel dimenticatoio. Non è accettabile che si continui a rischiare di essere uccisi per colpa di accorgimenti non sufficienti, indipendentemente se allo stato attuale sono quelli previsti. Ad esempio bisognerebbe rivedere i parametri che indicano la presenza del secondo mezzo in ragione di un determinato carico di denaro".

"È ovvio - conclude Verardi -, che la valutazione complessiva su questo tipo di eventi, dovrà tenere conto di diversi aspetti, ma nella loro complessità, non può non emergere l’insostenibilità da parte di chi, come le guardie addette al trasporto valori, ricopre un profilo professionale, oramai ad altissimo rischio.  

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