Afghanistan, feriti lievi in un attentato due militari: uno è un salentino 29enne

Paolo Pascali, 29enne di Caprarica, è uno dei due soldati italiani vittime di un attentato avvenuto questa mattina nella zona di Shindand. Le condizioni non sono gravi. Sono dell'82mo Reggimento fanteria "Torino", unità di stanza a Barletta

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

AFGHANISTAN – Paolo Pascali, 29 anni, caporal maggiore di Caprarica di Lecce, è uno dei due militari italiani rimasti feriti a causa dell’esplosione di un blindato, dovuta ad un attentato messo a segno questa mattina alle 7 italiane ad Awkalan, in Afghanistan (ore 9,30 locali). Le loro condizioni non sono gravi. Sono stati gli stessi militari a contattare le famiglie e a rassicurarle. L'altro soldato è di Barletta.

Entrambi i militari fanno parte dell'82mo Reggimento fanteria “Torino”, unità di stanza a Barletta della Brigata corazzata “Pinerolo”. Secondo quanto riporta l’Ansa, l’attentato è stato eseguito nel corso di un’attività di “village assessment” (una presa di contatto con i leader del villaggio e di ricognizione dei bisogni della cittadinanza) nel villaggio che sorge a 8 chilometri a sud di Shindand, centro della provincia occidentale di Herat.

“Un mezzo blindato Lince della Transition Support Unit - Center è stato investito dall'esplosione di un ordigno improvvisato”, hanno spiegato dal comando italiano. I due feriti sono stati subito trasportati presso l'ospedale militare da campo di Shindand. Prossimo è il loro rimpatrio. Alcuni giorni addietro, proprio nella zona di Shindand, i militari italiani avevano realizzato e inaugurato un pozzo in grado di fornire acqua alle 720 famiglie del villaggio di Mogholam Kohen. Si tratta di progetti che vengono contrastati dai talebani. 

Fortunatamente, i due militari hanno riportato solo lievi lesioni, ma il Salento, purtroppo, non è nuovo a brutte notizie provenienti dal Medio Oriente ed ha già versato un alto tributo di sangue, con militari deceduti nel corso di pattugliamenti e operazioni. Solo lo sorso anno furono due i militari della provincia di Lecce morti in attentati: a febbraio, insieme ad altri due commilitoni, Luca Valente, 27enne di Miggiano, primo caporal maggiore del 66/o Reggimento fanteria “Trieste”, di stanza a Forlì, e proprio nella zona di Shindand; a giugno, poi, fu la volta di Manuele Braj, 30enne di Collepasso, carabiniere scelto, di stanza presso il 13/o Reggimento “Friuli-Venezia Giulia”, a Gorizia, nei pressi di un poligono ad Adraskan.

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Commenti (41)

  • chiediamo ad oltranza a coloro i quali abb dato il voto di mettere al bando tutte le Missioni Militari , non stanchiamoci di pensare al Futuro della nostra Patria e del Mondo intero:http://www.contropiano.org/esteri/item/15701

    • signuria nu nnai stare tantu bonu de capu

  • LO FANNO DI LORO VOLONTà per questioni economiche OPPURE PER PATRIOTISMO????? ATTENDO RISPOSTA IN MODO SEMPLICE. Saluti.

    • Come già detto precedentemente hanno fatto un giuramento e pertanto "credono" nella patria nel bene della nazione o altro a questo il Sig. Gio le ha risposto in maniera molto chiara mi pare. Se così non fosse dovrebbero cambiare mestiere. Ma lei a lavorare ci va gratis perché crede che tutti abbiano il diritto di avere una casa per cui le va a costruire gratis?

    • Avatar anonimo di Gio
      Gio

      Lo fanno perchè hanno prestato un Giuramento solenne di obbedienza e fedeltà alla Repubblica Italiana , perchè è il loro lavoro e tirarsi indietro vuol dire aver sbagliato strada.....! Si continua a parlare di "volontar" confondendo la parola e pensando che si è volontari per partire in missione; sbagliato, il termine "volontari", ormai comunemente usato in maniera errata, sta a significare che si è "volontari" nelle FFAA...cioè che ci si è arruolati come professione !

  • NO, NO, NO, Signori non ci siamo proprio, io aspetto ancora una risposta dai Sigg.ri Gio e Aloisio in quanto anche se hanno scritto un testamento sui militari non hanno accolto la mia domanada e cioè: I MILITARI CHE VANNO IN MISSIONE DEVONO ESSERE SUPER RACCOMANDATI OPPURE SONO OBBLIGHATI,

    • Pardon, per il ritardo, Sig. Marco, credevo di averle risposto ma cercherò questa volta di essere breve. I militari hanno scelto un lavoro (io direi mestiere delle armi) ed hanno prestato un giuramento all'atto della loro nomina. Pertanto, sono tenuti (possiamo dire "obbligati" ad andare dove il loro comando ne ordina l'impiego - su decisione del Parlamento) ad andare in queste missioni. Poi che vi siano alcuni che, seppur non "scelti", dai loro comandanti, a partecipare chiedano di farlo (per carriera, punteggio, denaro, o chessò io) questo nulla ha a che vedere con quanto da lei espresso. I raccomandati come le ho già detto devono essere denunciati assieme a coloro che si prestano alla raccomandazione se essa lede il diritto di un altro militare o peggio ancora avviene per corresponsione di soldi (pago per andare in missione). Questo è da denuncia e basta. Come già le ha detto il sig. Gio non confonda il termine "volontario" con essere obbligato ad andare in missione; sono due cose distinte e separate. Una domanda ma se il suo datore di lavoro le dice di salire su un impalcatura di 30 metri lei cosa fa? Ci sale come "volontario" o resta a terra come "licenziato"?

    • Avatar anonimo di Gio
      Gio

      il 90% sono obbligati a farlo ! se legge il "testamento" scritto da me è abbastanza chiaro ! e non me lo ha detto un amico m,ilitare o il cugino del tale che conosce tizio che è amico di caio !!! Sono militare da 20 anni e lo posso garantire ! dica ai suoi amici militari che per dichiarazioni simili sono passibili di denuncia alla Procura Militare !

  • tutti a casa ... le missioni fatele a casa vostra che ce n'è bisogno. Poi facciamo i caritatevoli quando ce lo possiamo permettere .....

  • A volte mi chiedo se prima di esprimere giudizi si dà il tempo al cervello,di elaborare frasi e pensieri di senso compiuto....Parto dal presupposto che non sono un militare,e che quindi non so assolutamente cosa significhi esserlo...Però sono un tecnico e cerco di rendere toccabile tutte le cose della vita.....Quindi farei due calcoletti al volo giusto per quantificare quanto vengono strapagati sti militari all'estero. Ho letto tra i post che si concorda su una media di circa 4000 euro al mese. Bene! 4000/30(gg)= 134 euro al gg. Considerando che sono in missione e non in vacanza,devono essere reperibili 24h su 24,quindi,134/24= sono più o meno 5,56 euro l'ora. Accidenti quanto guadagnano! Beh,però c'è l'ebrezza del rischio bomba sotto al culo...quella è impagabile!

    • Avatar anonimo di Gio
      Gio

      Grazie, sig.ra Carla ! Ha colto perfettamente !!! ...pur non essendo militare ! :-)

    • Azz, che brava! Sai pure fare i conticini. Complimentoni! Pagale di tasca tua questa "spesucce" ... genio.

    • Gent.ma Sig.ra, se va a leggere sul sito degli interni i nostri soldati vengono pagati circa 4000 euro al mese ma tale cifra è onnicomprensiva cioè vuol dire che non esiste lo straordinario quella cifra copre tutto. Tenendo presente che oltre a tenere lontano personaggi "di dubbia bontà" consente a molte aziende italiane di fare affari (è vero forse non sempre pulitissimi, visto cosa venderebbero) con vari paesi e non parlo solo di aziende che producono armi o "sicurezza" (moderni mercenari = contractor) ma anche altro (informatica, mezzi agricoli, edilizia, etc.) per cui mi pare che anche questo possa servire...o no?!? A volte prima di esprimere giudizi (come dice lei), magari, informarsi meglio...no??

      • Avatar anonimo di Giallo Rosso
        Giallo Rosso

        Gentile Aloisio, credo proprio che non ha inteso il significato del commento di Carla che è chiaramente sarcastico. La signora dice appunto che la paga che i militari ricevono in missione 5,56 euro l'ora non è granché per il rischio che corrono.

        • Forse non sono stato molto chiaro ma l'intento era quello di dire alla nuora (la sig.carla) per far arrivare il messaggio alla suocera (i signori che continuano a dire castronerie).

  • "costretti" x soldi non per spirito umanitario e neanche per la patria..è soltanto uno spreco di denaro con conseguenze più gravi x i civili (bambini e donne) morti sino ad ora. 12 anni di spreco di denaro che sarebbe servito ad altro e sicuramente un millesimo di quello speso fino adesso, dato all' ultima delle ong avrebbe dato risultati migliori. Se poi vogliamo continuare a prenderci in giro con la storia del diffondere la democrazia (con le armi), della missione di pace continuiamo pure.

    • Lei si è mai chiesto perché da quando vi sono queste "missioni" gli attentati ed i terroristi presenti nei vari paesi occidentali è drasticamente diminuito/annullato?!? Non crederà che sia stata opera (senza essere blasfemo) della Madonna di Fatima?!?

      • allocco ... magari è vero l'esatto contrario. Ti fottono quando vai a fottere senza essere stato invitato!

        • Ehm! il termine ornitologico sta per "non farti sviare dall'informazione lobotomizzante dei mass"

  • Un Grande in bocca a lupo a tutti i nostri militari per il lavoro "sporco" che fanno. E un grazie va ai progettisti del mezzo blindato

  • Basta "Guerre Lampo" che lampo non sono state, gli Italiani pagano le Tasse per un Futuro migliore non per il Futuro di pochi ma per il futuro del POPOLO ITALIANO http://www.youtube.com/watch?v=0kjaIVkN2Ec

  • speriamo in bene,ma e' di caprarica o acquarica???il quotidiano dice acquarica

  • Sig. Aloisio e Sig. Gio le rispondo subito, vorrei solo una conferma a chi mi può rispondere in modo preciso e trasparente, ripeto, i militari che vanno all'estero per missione a prescindere dalla loro destinazione, lo fanno perchè sono OBBLIGATI oppure accettano per PURO VOLONTARITATO????. Ebbene, questo ancora non l'ho capito. Poi Sig. Gio io non sono militare ma un manovale comune ITALIANO che percepisce 800 euro al mese con moglie e figli a carico e rischio anche io la vita quando sono sui cantieri con impalcature alte 20/25 metri, perciò lasciamo perdere ognuno svolge il suo lavoro onesto con i propri rischi e pericoli, non sò il suo lavoro qual'è ma credo che anche lei svolge un lavoro onesto come cittadino ITALIANO, aspetto risposta per quanto sopra chiesto, almeno per chiarirmi le ide mie personali cosi se è come dice lei saprò rispondere a quei militari che mi hanno riferito l'opposto, saluti.

    • Sig. Marco, per quanto mi è dato conoscere e sapere tutti coloro che svolgono il proprio lavoro, attenzione qualunque esso sia (dirigente, operaio, manovale, insegnante, etc.), con onestà, lealtà e competenza merita assoluto rispetto. Certo è che nessuno di coloro lo svolgerebbe gratis. Si ponga una domanda: lei andrebbe a fare il manovale gratuitamente? Io penso proprio di no. Che venga retribuito con 800 euro al mese ed ha anche famiglia, riuscendo a mantenerla, questo le fa totalmente onore e guai a chi dica il contrario; ma vede vi sono tanti altri lavori o meglio mestieri che richiedono preparazione, competenza ed anche un certo non so che di rischio (come può accadere anche a lei in un cantiere) e tutti coloro che hanno scelto quel tale mestiere accettano, come anche lei accetta il suo di rischio. Bene in queste righe si è detto di tutto tranne questo! Ora, che vi siano lavori più o meno pagati, buon per loro, ne accettano il rischio bene, ma tutto ciò non può prescindere dal fatto che chiunque si faccia male sul posto di lavoro non deve ricevere rispetto (che sia militare, avvocato o operaio)! Per quanto riguarda i militari deve comprendere che essi non sono altro che l'espressione del paese in cui lei ed io abitiamo; vi sono persone oneste e laboriose, persone viscide ed opportuniste ed anche delinquenti...anche lei, avrà tra i suoi colleghi persone opportuniste e che sparlano di loro colleghi magari più bravi per prenderne il posto... Ho letto alcuni post di "ex-militari" o persone che hanno detto di avervi rinunciato, magari non faceva per loro! Oppure speravano in facili guadagni oppure non erano in grado di svolgere in maniera efficace quelle funzioni. Facile dire: era uno schifo! Oppure la gente volesse andare in missione per comprarsi l'auto; e allora?! Se quei soldi li hanno guadagnati facendo la guardia al bidone di benzina o pattugliando una strada o dopo aver tirato su un muro di mattoni o dopo aver fatto delle analisi cosa importa? Ciascuno i soldi che guadagna può spenderli come gli pare...o no?!? Sbaglio o anche lei ha scelto volontariamente il suo di lavoro o è stato costretto con una pistola al collo?!? Vi sono persone più capaci di fare una cosa e persone più capaci di farne un altra, allora?!? Dobbiamo condannare i primi e salvare i secondi solo perché non ci piace o perché qualche persona senza dignità ha denigrato questi e non quelli?!? Lei ha parlato di raccomandazioni. Mi trovi un italiano che non ne abbia mai cercata una per qualsiasi cosa, fosse anche per tenere la fila al supermercato!?! Attenzione quando si dà ascolto a persone che dicono non faccio quella cosa perché lì sono tutti raccomandati, le assicuro che questi personaggi hanno cercato anche loro la raccomandazione ma non l'hanno trovata e sono peggio di caino...!!! Cordiali saluti. Aloisio

    • Signor Marco, le riconosco la volontà di voler capire, almeno lei non è chiuso mentalmente come altri. Le spiegherò con brevissimi esempi, per non perderci in parole. Poniamo questo esempio. La comunità/organismo internazionale decide che bisogna intervenire in Afghanistan, vi sono diverse tipologie di operazioni: 1 Peace enforcement (imposizione della pace), 2 Peace keeping (mantenimento della pace), 3 Peace building (consolidamento della pace), 4 Peace Making (Edificazione della pace). Ad ogni tipologia di missione corrisponde un diverso grado di intervento, quindi diverse tipologie di Reparti militari che vi partecipano, con annesse differenti regole di ingaggio. Ogni Nazione facente parte di quella comunità/organismo internazionale (potrebbe essere l'ONU, la NATO, la Comunità europea...) decide al proprio interno se vuole intervenire e come farlo, a diversi livelli. L'organo politico vota la partecipazione o meno alla missione, con legge, con la quale si stabiliscono regole di ingaggio e Codice penale militare a cui sono sottoposti i militari in quel teatro operativo (e qui, apriamo la parentesi penosa della scarsa tutela riservata dal PROPRIO PARLAMENTO ai militari Italiani, lasciati in balia del volere di Nazioni straniere). Gli organi militari (lo Stato Maggiore della Difesa), decide quale strumento militare adoperare, cioè quale Reparto INVIARE in missione. Poniamo che sia una operazione di Peace Enforcement (Imposizione della Pace). Sicuramente saranno inviati Reparti specializzati, poniamo che venga scelto il Reggimento Paracadustisti. Veniamo al punto, se sei un militare che fa servizio in quel Reggimento DEVI PARTIRE, PUNTO. Non c'è altra via, DEVI PARTIRE. Poi, è chiaro che nel contesto di una missione ci siano molti ruoli, anche non prettamente operativi (di supporto, logistici, amministrativi, ecc...): se quel Reggimento che è partito non è autonomo a tal punto da gestire tutto con i propri uomini, ecco che entrano in gioco le così dette "Interpellanze": possono essere chiamati dei volontari da altri reparti. Sig. Marco, questo è il succo. Spero di essere stato chiaro.

  • Grazie a Dio che non hanno lasciato la pelle in terra straniera

  • Impugnano un'arma per una guerra criminale voluta da governi prepotenti, mascherando da missione di pace. Non ho rispetto per chi favorisce tutto cio' motivando di aver bisogno di soldi. Non sono e non saro' mai daccordo con costoro. Mi dispiace.

  • L'importante è che questi nostri ragazzi siano salvi...da augurare loro una pronta guarigione...

  • Avatar anonimo di Gio
    Gio

    Auguri di pronta guarigione ai colleghi !

    • Scusate ma forse non sono stato trasparente nel mio commento, oppure mi avete frainteso, mi rivolgo ai Gentili Sigg.ri Mario R. e Emilio Faivre, io non ho niente contro i militari, anzi li rispetto e li ammiro, come rispetto ed ammiro tutti i lavoratiri onesti, ma con il mio commento volevo solo dire che chi è assegnato ad andare in missione non è un militare obbligato ma bensì un militare volontario SUPER RACCOMANDATO e dico questo perchè mi è stato proprio detto proprio da alcuni militari del mio paese riferendomi che per essere assegnati per andare in missione all'estero devi avere una fortissima raccomandazione o dai Politici o dai superiori, perchè vista la grande spettanza in euro della missione (sempre riferito dai militari stessi) fanno a gara tra di loro, proprio come nei concorsi pubblici ad essere ammessi alla missione solo che qui non devi superare un concorso ma devi avere una fortissima raccomandazione, pertanto, ripeto non voglio essere polemico con Voi, ma la verità delle missioni sono cosi, poi che mi dite che rischiano la vita per l'ITALIA questo è un altro discorso, ma sono consapevoli del rischio che corrono e per questo vengono strapagati profumatamente, non come noi poveri manovali che campiamo di giornata. Con questo cortesemente Vi prego di non pormi più Vostri commenti perchè questa è LA PURA VERITA', saluti e buona Domenica.

      • Avatar anonimo di Giallo Rosso
        Giallo Rosso

        Avendolo vissuto dall'interno confermo in toto le parole del sig. Marco. Vi erano colleghi che cercavano la raccomandazione per partire e pianificavano di effettuare un paio di missioni l'anno per poi acquistare il Golf TDI o l'appartamento. Questo fu il motivo proncipale che mi indusse ad abbandonare la vita militare, a prendere una laurea e cercarmi un lavoro vero.

      • Avatar anonimo di Gio
        Gio

        „ io questo lavoro lo faccio di professione da 20 anni ! nei miei venti anni di servizio, le assicuro di aver messo da parte anche troppo i miei interessi e la mia famiglia per il lavoro ! e se lei ha qualche amico militare che si fa "raccomandare " per andare all'estero in qualche bel posticino tranquillo o in qualche missioncina a "basso profilo" per portarsi a casa 4000 euro al mese, le assicuro che per ogni suo conoscente militare RACCOMANDATO, ce ne sono 100 che non decidono certo di andare in Afghanistan o in iraq o in bosnia o kosovon( ma non oggi a fare la vacanza, bensì nei primi anni della guerra e del dopoguerra ) . non tollero che si spari a zero su una categoria che di sacrifici ne fa, e tanti ! non tollero di sentirmi dare del mercenario" dopo aver visto morire colleghi o dopo aver rischiato di non rivedere i miei figli in missioni in cui certamente non mi sono fatto avanti per partire ! mia moglie mi dice sempre che preferisce mangiare pane e cipolla piuttosto che sapermi all'estero a rischiare la vita per poche migliaia di euro ! Le missioni all'estero, sono decise dagli organi centrali delle forze armate ed assegnate, sulla base del profilo operativo e di rischio a determinati reparti che successivamente entrano a far parte di una turnazione prestabilita ! quando tocca la proprio reparto bisogna partire ! E' ovvio che possono sorgere problematiche ( che vanno motivate incontrovertibilmente ) che rendano impossibile o non opportuna la partenza di qualche elemento, ma le turnazioni dei reparti hanno comunque una cadenza tale per cui .....se non è a questo giro, è al prossimo..... Laddove il reparto non riesca a sopperire a tutte le posizioni organiche previste, "si Pesca " da volontari che hanno dato la disponibilità da altri reparti...ma questo accade sicuramente per missioni a basso rischio....è un poco più difficile trovarne per l'afghanistan o l'Iraq ! Cari Signori, difficilmente si va in guerra per 4000 euro al mese, e rifiutarsi di fare il proprio dovere vuol dire aver sbagliato lavoro ! per cui basta con le solite frasi " me lo ha detto tizio che lo ha saputo da caio..." smettetela di improvvisarvi esperti del nulla.

        • Egregio Sig. Gio, per una serie di coincidenze dovute, in larga parte, ad esaltazione giovanile, mi sono trovato a svolgere il servizio militare, in età "avanzata", nel corpo dei paracadutisti e nel periodo della Somalia. Come ben saprà non è stata una passeggiata di salute e qualche morto c'è stato. All'epoca i sottufficiali (ma anche gli ufficiali), facevano salti mortali per essere inviati in missione. Lo stesso dicasi per la truppa di leva. Il motivo di tanto patriottismo ed umanità era da ricercare, nel 90% dei casi, nei ricchi compensi e, nel restante 10%, nel desiderio di esperienza. Ricordo benissimo i sottufficiali che dirigevano l'ufficio del Comando presso cui lavoravo, erano tutti, ovviamente, fuori sede e questo credo fosse il loro massimo sacrificio. Entravano la mattina in ufficio alle 8,00 ed andavano via alle 16,30 (mentre io continuavo a lavorare), il venerdi pomeriggio la caserma era deserta e li si rivedeva il lunedi mattina. Alla fine del mio anno di naia mi fu prospettata la possibilità di restare (nonostante l'età avanzata) ma, con due esami alla laurea, ho preferito studiare. Oggi, a 20 anni esatti da quei fatti, con una laurea, rimpiango di non aver fatto quella scelta, fosse solo per la certezza dello stipendio ecc. Sicuramente io non saprò tante cose, e tante cose sono cambiate, mi limito a parlare di quello che ho visto. E non sono neanche il tipo che spara a zero sulle forze armate o spara minchiate come "tutti a casa".

      • Scusi, farebbe i nomi di questi "militari"? Perdoni, ma è facile affermare che un "amico mi ha detto che" o "un conoscente"! Se non erro i militari hanno un codice, un regolamento di disciplina oltre che ad una regola morale, se così è faccia i nomi di questi "signori". In quanto se così non fosse le sue sarebbero solo delle calunnie e se vere sarebbero delle affermazioni da denunciare in procura! Attendo una risposta, grazie!

    • senza nulla togliere a questi giovani militari e con l'augurio di pronta guarigione, volevo solo dire che anche io lavoro nel settore edile e sinceramente proprio in quel settore ci sono centinaia di ragazzi e uomini adulti che subiscono quotidianamente a livello nazionale incidenti gravi anche mortali, ma haimè nessuno ne parla mai, ma noto con molto stupore che quando si tratta di militari che è il loro lavoro "BEN PAGATI" con soldi pubblici si scatenano i giornalisti con notizie in prima pagina, ma scusate non siamo tutti cittadini ITALIANIIIIIIIII? O NO????????? BASTA con queste notizie, oppure riportate anche le notizie dei poveri ragazzi che muoiono sui cantieri.

      • Signor Marco, scegliendo di vedere il mondo senza una lente d'ingrandimento, cioè senzafare una riflessione approfondita delle cose, si rischia di vedere soltanto il pelo dell'acqua, tralasciando chilometri e chilometri di mare: è così, e solo così, che quello dei militari può essere definito "un lavoro". Certamente lo è, perchè ne incarna le caratteristiche: è retribuito. Ma non è solo questo. I nostri ragazzi che sono laggiù in uniforme con la bandiera italiana sull'omero destro e con ben scritto sul petto "ITALIA" operano nel contesto di una missione (condivisibile o meno) che è stata votata per legge dal Parlamento sovrano. Cioè, dal popolo italiano. Di certo, anche se un militare non condividesse l'obiettivo della missione, questa resterebbe soltanto una propria opinione personale, come quella di qualsiasi cittadino ma, consapevole del proprio status giuridico, farebbe borsa e zaino e partirebbe lo stesso per il Medio Oriente: perchè l'ha deciso il Parlamento, e quindi signor Marco anche lei. Ora cosa vuole fare, augurarsi che muoiano tutti perchè lei non condivide la missione? Quei ragazzi stanno operando nel nome dell'ITALIA, quindi anche del suo. Porti almeno loro un po' di rispetto... e quando uno di quei ragazzi muore, o si ferisce gravemente, è chiaro che la notizia abbia un differente clamore, non perchè sia diversa la morte o la dignità del defunto, ma sol perchè si è morti per un compito affidato dalla Nazione.

        • Cheeeeeeeeeeeeeeee???? il popolo ha votato per andare in guerra???? Forse mi son perso qualche anno della mia vita!!!!

      • Avatar anonimo di Emilio Faivre
        Emilio Faivre

        Rompo il silenzio che mi ero auto-imposto da qualche tempo per replicare a questa incredibile sequenza di castronerie. I giornali sono pieni di notizie incidenti sul lavoro e di servizi sulle morti bianche. Pieni. E aggiungo: purtroppo. Ogni volta che accade un incidente sul lavoro, anche quelli in cui non vi sono morti (ma solo feriti e persino lievi), noi li riportiamo fedelmente perché è una delle piaghe del sistema Italia e perché è doveroso informare l'opinione pubblica. Non entro nel merito del suo evidente antimilitarismo: è un'opinione, e come tale la rispetto, come rispetto le opinioni di chi invece crede che l'intervento militare sia un atto giusto, in Afghanistan come altrove. Ma esprimere una falsità per rafforzare un concetto, e in questa falsità offendere il lavoro quotidiano di tutta la stampa, e non solo il nostro, che è soltanto un tassello nel mare della cronaca, è una cosa che davvero non posso concepire. E' un atto immorale e squalificante. Faccia una ricerca su questo giornale, scrivendo nel form "incidente sul lavoro": ci sono decine e decine di articoli su operai feriti o morti. E faccia la stessa ricerca per qualsiasi giornale online del mondo: troverà decine di migliaia di articoli. Soprattutto, non dica bugie, Marco. Questo farà bene a lei. Buona serata.

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