Atti persecutori ai titolari di un b&b e al comandante della polizia, patteggia

La 69enne avrebbe in più occasioni murato una finestra della struttura ricettiva ed esposto striscioni di carattere offensivo

LECCE – Si è chiusa con una condanna a sei mesi di reclusione (a seguito di patteggiamento) la lunga e complessa vicenda giudiziaria che vedeva come protagonista Carmela Mattia, 69enne di Veglie accusata di atti persecutori nei confronti di diverse persone. La sentenza è stata emessa dal gup Michele Toriello a margine dell’udienza preliminare.

La vicenda ha avuto inizio nel 2008, dopo la prima denuncia da parte dei proprietari di un bed and breakfast adiacente all'immobile della 69enne, dopo che aveva chiuso una finestra della struttura ricettiva, senza alcuna autorizzazione. Ripristinato regolarmente lo stato dei luoghi a spese delle persone offese, Mattia avrebbe eseguito una vera e propria serie di atti persecutori nei confronti della proprietaria dell'immobile adibito a b&b, del figlio architetto e di sua moglie. In particolare, continuando a chiudere la finestra dello stabile in ogni modo: con del cartone, lamiere, pezzi di legno, rete metallica e, addirittura, facendola murare.

Le ordinanze di ripristino emesse dal Comune di Veglie e dal Tribunale civile di Lecce non sarebbero mai state eseguite, costringendo le persone offese, di volta in volta, a provvedervi personalmente e a proprie spese. Puntualmente, però, al ripristino sarebbe seguita la nuova e arbitraria chiusura della finestra.

Inoltre, per diversi mesi e per diverse ore della giornata, avrebbe anche posizionato sul proprio terrazzo una radio, con le casse puntate verso la finestra del b&b, arrecando disturbo agli ospiti della struttura ricettiva. La 69enne avrebbe anche esposto, in numerose occasioni, manifesti diffamatori sul proprio terrazzo (che si affaccia sulla piazza principale di Veglie), nei confronti dell'architetto (titolare con la moglie del b&b) e del comandante della polizia municipale di Veglie.

Una lunga serie di atti persecutori che hanno portato a ben venti denunce presentate dalle parti offese nei confronti della donna. Il pubblico ministero Carmen Ruggiero, titolare del procedimento, ha formulato due imputazioni per stalking: una per le condotte attuate nei confronti del comandante della polizia municipale, l'altra per gli atti persecutori nei confronti dei titolari del b&b.

La 69enne è assistita dall’avvocato Andrea Starace. Le persone offese, titolari del b&b, si erano costituite parti civili con il proprio difensore, l’avvocato Cosimo D'Agostino.

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Commenti (2)

  • La legge in questi casi è carente. Il risultato è che la pena appare sproporzionata per difetto, rispetto ai torti subiti. Ecco perchè chi puó, preferisce vendere e lasciare ad altri le grane di avere un vicino "difficile".

  • tutta sta bella energia signora, magari utilizzarla per aiutare qualcuno? in curva nord la portiamo!

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