Università islamica, firmato atto costitutivo. Una grande sede nei pressi di Ecotekne

Sabato mattina saranno illustrati alla stampa i particolari logistici e organizzativi del progetto che ha diviso la città in due fazioni, favorevoli e contrari. L'area individuata per il centro accademico è di circa nove ettari, già tipizzata per la destinazione

LECCE – L’annuncio è arrivato via Facebook, i dettagli saranno illustrati domani in conferenza stampa. Intanto, riferisce Giampiero Khaled Paladini sulla sua pagina, nel pomeriggio di oggi è stato firmato presso uno studio notarile l’atto costitutivo della Fondazione Università islamica di Lecce: esce dunque di scena la Confederazione delle imprese del Mediterraneo, di cui Paladini è presidente, e che è stata la testa d'ariete di questa operazione, per lasciare definitivamente il posto alla fondazione che d'ora in avanti si occuperà di realizzare il progetto. 

Per vederlo realizzato i tempi sono lunghi, quelli necessari all'accreditamento presso il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Intanto però è stato costituito il comitato scientifico che ha una composizione più o meno paritaria tra docenti di fede musulmana e accademici di altra religione, tra cui esponenti dell'Università del Salento e non solo. Appena possibile, ha dichiarato Paladini, potranno partire percorsi di formazione d'eccellenza, progetti di ricerca e gli insegnamenti di quelle materie, come Storia delle religioni o Teologia che fanno già parte dell'ordinamento italiano.

Sulla vicenda, da quando i propositi dell’imprenditore salentino convertitosi alla dottrina del profeta Maometto sono diventati di pubblico dominio, si è aperto un ampio dibattito in città. L’amministrazione comunale del capoluogo ha da subito manifestato scetticismo e infine contrarietà, ma Paladini è andato avanti per la sua strada. E se l’operazione di acquisto della ex manifattura tabacchi di via Birago è rimasta sulla carta dopo qualche incontro preliminare, è invece andata a buon fine quella di un lotto nei pressi del campus di Ecotekne, tra Lecce e Monteroni: un'area di circa 9 ettari già destinata a servizi per l'università.

Per il momento l’università avrà sede in via Matteotti, ironia della sorte a una manciata di metri da Palazzo Carafa. Nei mesi scorsi l’imprenditore, nonostante la posizione del Comune di Lecce, ha incontrato sia l’arcivescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio, che il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara. 

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Commenti (19)

  • mba....ma dai ma stiamo scherzando e medicina e architettura e agraria??????

  • Poveri noi.... siamo ormai invasi dagli stranieri..... e siamo violentati... tutti i giorni dalla politica e dai giornalisti.

  • Premetto di non essre un credente. Personalmente sono contrario ad un'eventuale università islamica in Italia, figuriamoci a Lecce. Dal mio punto di vista gli islamici sono persone che difficilmente si integrano nelle altre culture cercando di prevaricare sempre sulle stesse. Esempio: le loro donne in occidente devono continuare ad indossare il velo (mi sta anche bene) ma una donna occidentale nei loro paesi non può vestire come vuole, è OBBLIGATA a vestire come loro desiderano. In questo particolare momento storico-sociale mi piacerebbe un bel referendum popolare per "sentire" cosa ne pensa la popolazione, sarebbe un atto di DEMOCRAZIA. Se poi università sarà che almeno le lezioni siano tenute ESCLUSIVAMENTE in italiano......ma se la faranno le lezioni saranno tenute in arabo ed immaginiamoci cosa potranno dire ed insegnare a nostra insaputa....

  • l´ineffabile signor khaled informa che partiranno con un corso di teologia.Teologia islamica,ovviamente,ovvero studio della legge coranica,la sharija,che e´lontana sideralmente dalla concezione del diritto dei paesi occidentali,ove,tanto per dirne una,vige la separazione netta tra stato e religione.Nei Paesi islamici ove viene applicata,la religione si identifica con lo stato,in un connubbio mortale che soffoca ogni forma di libero arbitrio e liberta´d´espressione.mi chiedo se veramente avvertiamo la necessita´di permettere il propalarsi di simili nefande torie.faccio notare che i finanziamenti dovrebbero giungere principalmente da qatar e Arabia saudita,ove vige una concezione quanto mai conservatrice ed oscurantista dell´Islam quella wahabita e salafita.La cultura dovrebbe arricchirci ed avvicinarci,ma non vedo come questa iniziativa possa contribuire a farlo.senza tralasciare il fatto che potrebbero arrivare migliaia di studenti o sedicenti tali provenienti da madrasse o scuole coraniche integraliste,difficilmente controllabili dal punto di vista dell´ordine pubblico.Fermiamo questa iniziativa.

  • Mi meraviglio delle testate gioralistiche che danno ancora spazio a questo cirlatano che continua a fare proclami venendo puntualmente smentito. E bastaaaaaaaa!

    • ha ragione, se indagassero da quando questa persona è nata ne scoprirebbero delle bellissime ciarle

  • Mi sembra una pagliacciata, si vede lontano un miglio che non c'è niente di concreto!! Non capisco perchè il quotidiano dia tanto risalto a questo personaggio senza controllare la fondatezza della notizia, a questo punto posso pensare che la suddetta testata abbia perso un pò di smalto! Infatti come dice gianni costituire una fondazione sono solo costi d'iscrizione e si può dare un nome altisonante. Tranquilli tutti non c'è niente di reale è il solito personaggio che vuole pubblicità per la sua azienda

  • Ma ancora con sta BUFALA e basta!!! Sto tipo vuole solo pubblicità, infatti è stato smentito da tutti gli interlocutori!!! Il costo di una fondazione è 200 euro più o meno,e si può chiamare come si vuole!! Per favore si pensiamo a cose serie

  • In diversi interventi il signor Paladini aveva affermato che: 1) Avrebbe fatto chiarezza sui finaziatori, 2) Nell'iniziativa era parte integrante l'unione delle comunità islamiche, 3) Nulla si sarebbe fatto senza l'appoggio totale di sindaco e amministrazione comunale. Signor Paladini un pò di coerenza per favore fà come promesso porta i tuoi presunti fondi e la tua iniziativa altrove grazie.

  • Ma io dico ma che ci interessa a noi l'università musulmano che se la fanno a casa loro,e se qualche Italiano la vuole frequentare che se ne va a casa di queste persone, fra poco dove andrà la nostra cultura poveri noi. Italiani che sono morti per la nostra patria,bambino che sono rimasti senza papà che sono morti in guerre.Italiano sveglia fra poco perdiamo tutto pure la nostra nazionalità,povera nostra storia dove andrà finire.

    • Nel frattempo lei si è adeguato dicendo addio alle regole più elementari della lingua italiana?

  • Porteranno un sacco di soldi...alloggi...ristoranti..mezzi pubblici. .e ricchezza al territorio. ..tanto quelli che ci sono ormai non li possiamo cacciare. ...quindi...almeno sfruttiamo. ..

  • Mo si iscrive il 27enne londinese di cui si parla tanto nei tg

  • e cosi li abbiamo in casa

  • non si può imporre ognuno e libero di credere la propria religione poi non dimentichiamo che ci sono religioni più cattoliche delle nostri ricordiamoci di Madre Teresa che veniva di una religione diversa ma nella sua vità a fatto tanto bene andando a vivere nei paesi poveri del'india quindi evitiamo di criticare la cultura delle varie religioni l'importante credere in qual cosa ed essere buoni con tutti i popoli del mondo per vivere in pace scusate gli errori

  • Previsti corsi di storia delle religioni e di teologia. Un piccolo particolare che mi permetto di segnalare: io avrei preferito corsi di matematica!

  • Perché un'università islamica qui si (e potrei essere d'accordo ) mentre una di qualsiasi altra religione nei paesi islamici no?? Che cosa volete altro? Che ve lo mettano...per iscritto che vogliono la nostra morte? (Nostra come infedeli in quanto non di fede islamica. Così dicono gli imam. Ma proprio per il @#?*%$ ci dobbiamo fare prendere?)

  • tanti auguri siamo tutti fratelli buon lavoro ognuno a la sua propria ideologia delle proprie idee

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