Morte di un 44enne nel porto di Leuca, l’autopsia non scioglie i dubbi

E' stato eseguito, nel corso della mattinata, l'esame autoptico sulla salma di Fabio Galati, il 44enne deceduto una decina di giorni addietro, nel porto di Santa Maria di Leuca, mentre era intento a disincastrare una cima da una barca. Il medico legale non ha, però, riscontrato elementi utili a chiarire che cosa sia accaduto in quella tragica serata

Il porto di Santa Maria di Leuca

LECCE – L’autopsia non ha sciolto i dubbi legati alla morte di Fabio Galati, l’uomo di 44 anni deceduto la sera dell’8 aprile scorso nel porto di Santa Maria di Leuca mentre tentava di liberare una cima da un’imbarcazione. Dall’esame autoptico, eseguito questa mattina dal medico legale Alberto Tortorella, non sono emersi elementi utili a stabilire la causa del decesso. Bisognerà dunque attendere gli esiti degli esami istologici per avere un quadro più chiaro della vicenda. La consulenza definitiva sarà consegnata tra 60 giorni.

All’esame autoptico ha partecipato, come consulente di parte della famiglia del 44enne, anche il medico legale Roberto Vaglio. Sei le persone iscritte dal magistrato titolare del procedimento, il sostituto procuratore Stefania Mininni, nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta per accertare le cause che hanno portato alla morte di Fabio Galati. Si tratta del comandante dell’imbarcazione sotto la quale si era immerso il 44enne, tre marinai del peschereccio, l’armatore e l’addetto alla saldatura.

L’uomo ha perso la vita nel tentativo di liberare una cima impigliata nell’elica di un’imbarcazione, un peschereccio. Quando sul posto sono arrivati i sanitari del 118, erano già presenti i militari della capitaneria di porto di Gallipoli, per il 44enne non c'era più nulla da fare. Molto conosciuto in zona, lavorava d'estate come marittimo per la ditta “Colaci mare”, conducendo le imbarcazioni turistiche, e aveva due figli ancora piccoli. Era nato a Basilea, in Svizzera, ma era residente a Castrigano del Capo. Resta da capire cosa sia successo in quei drammatici momenti. Con ogni probabilità Galati è stato costretto a operare in condizioni difficili, senza che fossero adottate le necessarie misure di sicurezza.

Le indagini sono coordinate dal maresciallo della capitaneria di porto di Santa Maria di Leuca Valerio Casi, che ha già sentito numerosi testimoni e acquisito elementi di indagine. Sotto sequestro è finita l’imbarcazione su cui stava lavorando la vittima. Fondamentali si sono rivelate le indagini difensive svolte dal legale che assiste la famiglia, l’avvocato Eleonora Galante, che hanno portato all’acquisizione delle immagini delle videocamere di sorveglianza presenti nel porto turistico. Inoltre, sarebbero emerse alcune discordanze tra le versioni fornite dagli indagati e quelle degli altri testimoni. Inizialmente, infatti, l’equipaggio avrebbe dichiarato che la vittima si trovava lì per caso. Circostanza smentita dalle prove documentali e dalle testimonianze raccolte.

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