Morte sospetta di un autista 43enne, prevista per oggi l'autopsia

L'esame sarà eseguito nel corso della giornata sulla salma di Damiano Calò, vegliese, impiegato saltuariamente come collaudatore presso la pista di Nardò. L'uomo morì nel mese di febbraio, a seguito di una gastroenterite. La magistratura sta cercando di far luce sul decesso

L'ospedale "Vito fazzi" in cui è deceduto l'uomo

LECCE – Sarà eseguita nelle prossime ore l’autopsia sul corpo di Damiano Calò di Veglie, autista, saltuariamente impiegato come collaudatore nella pista di Nardò, morto a 43 anni lasciando moglie e due figli. Un presunto caso di mala sanità su cui la magistratura sta cercando di fare luce. La morte del paziente, ricoverato per i sintomi di una gastroenterite, risale allo scorso 16 febbraio.

Oggi la salma è stata riesumata per essere sottoposta all’esame autoptico. Un accertamento disposto dal gip Annalisa De Benedictis in sede di incidente probatorio e affidato a tre medici: Alessandro Dell’Erba, Nicola Brienza e Francesco Dammacco. Diciassette i medici iscritti nel registro degli indagati: sono tutti quelli che, negli ospedali di Copertino prima e di Lecce poi, si sono presi cura del 43enne che, secondo quanto denunciato dai familiari dell’uomo, che hanno presentato un esposto con l’avvocato Chiara Spagnolo, “ha sempre goduto di buona salute”. Nella denuncia è stato ipotizzato un errore di diagnosi, il mancato riconoscimento della patologia, terapie inadeguate e tardive.

Ecco perché il sostituto procuratore Emilio Arnesano ha chiesto al gip di disporre un incidente probatorio, un accertamento per verificare da subito, nel contraddittorio delle parti, le cause della morte ed eventuali responsabilità della medici. Damiano Calò è giunto al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino alle 13 del 15 febbraio, con forti dolori addominali. Dopo 15 ore di permanenza (e senza che, secondo i familiari, fossero eseguiti adeguati e rapidi accertamenti clinici), è stato poi trasferito a Lecce a bordo di un’ambulanza senza medico e senza infermiere. Dopo qualche ora, poi, è deceduto in Rianimazione. Adesso i parenti, dopo il dolore per la morte improvvisa, attendono la verità.

Bisognerà attendere l’esito dell’autopsia e i risultati degli esami istologici per aver un quadro più chiaro del decesso e delle cause, e se lo stesso possa essere imputato a presunta imperizia e negligenza de personale medico. Sempre che a distanza di quasi un anno sia ancora possibile accertare la verità. 

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