Scompare per giorni, trovato in un canale: il 41enne è morto per annegamento

L'autopsia sul corpo di Mauro Scanferla, trovato senza vita nel primo pomeriggio di domenica, è stata eseguita in mattinata. Il medico legale ha collocato all'alba di quel giorno la morte del 41enne, avvenuta quasi certamente dopo essere scivolato nel fossato. Nessun trauma sulla salma

Un'immagine del luogo del ritrovamento

LECCE – Sul suo corpo non sono stati rilevati traumi. Mauro Scanferla, il 41enne trovato senza vita, nel primo pomeriggio di domenica, sarebbe morto a causa di un annegamento. Lo ha stabilito l’esame autoptico eseguito, questa mattina, dal medico legale Roberto Vaglio, incaricato dalla Procura della Repubblica di Lecce, presso la camera mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi".

Vaglio ha collocato la morte di Scanferla attorno alle prime luci di domenica primo marzo, alcune ore prima che il suo copro fosse rinvenuto. Nessun segno di violenza, come si era temuto negli istanti successivi al ritrovamento. Ipotesi, a dire il vero, già smentita da una prima ispezione cadaverica, e dai carabinieri della sezione Investigazione scientifiche di Lecce, giunti sulla via che collega Ugento a Racale.

La tesi più plausibile, almeno al momento, resta dunque quella di una caduta accidentale. Il 41enne, infatti, si era allontanato 48 ore prima della tragica scoperta dalla struttura “Casa San Francesco”, nel comune messapico e, con ogni probabilità, si stava avviando in direzione di Racale, forse per raggiungere la propria madre. Il corpo senza vita dell’uomo, originario di Luino, nel Varesotto, da alcuni giorni prima della sua scomparsa ospite della comunità di Ugento, è stato infatti recuperato in un canale di località “Monterutunnu”, alla periferia di Racale, il suo comune di residenza.

 E’ stato scorto da alcuni volontari della protezione civile, e dai vigili del fuoco delle unità cinofile, in uno dei fossati che convogliano le acque piovane. Dapprima è stata scorta la sua mano. Soltanto in un secondo momento, la pioggia incessante ha concesso una tregua abbassando il livello dell’acqua, e ha restituito il corpo del 41enne.   La Procura della Repubblica, intanto, ha aperto un fascicolo con l'accusa di abbandono, per chiarire le eventuali responsabilità di coloro che avrebbero dovuto vigilare sul deceduto, al momento della fuga.

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