Autovelox fuorilegge: automobilista "graziato"

Il giudice ha accolto il ricorso di un conducente leccese che a dicembre del 2006 aveva sforato di appena 6 chilometri il limite di velocità. La rilevazione effettuata con una apparecchiatura datata

C'è un articolo del codice della strada che sembra fatto apposta per contribuire al risanamento delle casse comunali: l'articolo "142 comma 7". Il quale sanziona l'automobilista "indisciplinato" quando supera i 10 chilometri orari e i 50 chilometri orari lì dove il limite di velocità è posto bene in vista sugli appositi cartelli stradali. Ora, a parte il fatto che il contachilometri delle automobili iniziano a contare la velocità a partire di 20 chilometri orari, è plausibile immaginare che l'autovelox sia almeno fedele ai suoi rilevamenti. E infatti, per essere certi che quella "grave" infrazione l'automobilista l'ha compiuta, la polizia municipale di Lecce, proprio su quei tratti di strada a limitatissima velocità, si è posizionata con tanto di autovelox. Una garanzia? Macché.

Le apparecchiature per il rilevamento della velocità utilizzate dai vigili urbani in quel periodo, fine 2006, erano risalenti al 1993, con una certificazione di taratura datata giugno 2006. Ed è per questo che il giudice di pace del Tribunale di Lecce, Anna Rita Distante, ha accolto il ricorso di un cittadino, assistito dal suo legale, l'avvocato Giuseppe Calogiuri, che a fine dicembre del 2006 si era visto recapitare a casa la sanzione. Non solo. Quel che è apparso oltremodo inusuale è che l'indicazione della preventiva verifica sulla funzionalità dell'autovelox sarebbe stata compiuta da un agente di polizia urbana. Operazione del tutto fuorilegge. Secondo la nuova normativa infatti, questo tipo di operazioni, estremamente tecniche e specialistiche, possono essere attuate solo da un centro denominato "Sit" e non di certo da un vigile urbano, che proprio un tecnico specializzato per tarare gli autovelox non è.
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Ed è proprio questo che ha convinto il giudice di pace a dare ragione al ricorrente: l'inattendibilità dell'autovelox, soprattutto in considerazione dei pochissimi chilometri di sforamento compiuti dall'automobilista, appena 6 rispetto ai 50 previsti dalla cartellonistica stradale. Circostanza questa che ha portato il giudice ad annullare le sanzioni elevate per "un utilizzo non corretto delle apparecchiature sul territorio comunale".

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