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Avance omosessuali con minacce via sms e lesioni, condannato a sei mesi

Il giudice monocratico della prima sezione penale ha condannato a sei mesi un 34enne di Lecce, accusato di stalking ai danni di un 21enne di Altamura. A causa delle pressioni, quest'ultimo fu costretto persino a lasciare gli studi

Redazione30 gennaio 2012

 

LECCE – Il giudice monocratico della prima sezione penale, Domenico Greco, ha condannato a sei mesi un 34enne di Lecce, accusato di stalking ai danni di un 21enne di Altamura. Una vicenda particolare, per la quale il salentino, ha subito la pena, avendo, secondo l’accusa, minacciato in modo continuo, anche con sms intimidatori, e aver persino provocato lesioni, al 21enne, che ne avrebbe rifiutato la corte, a dir poco asfissiante. La denuncia era partita proprio dalla presunta vittima, costituitasi parte civile con gli avvocati Antonio e Stefania Sergi.

La goccia che fece traboccare il vaso, in una notte di aprile del 2010, quando le volanti di polizia dovettero intervenire a Porta Napoli, per dividere i due. Il ragazzo della provincia di Bari aveva il volto sporco di sangue. Ai poliziotti riferì che il leccese l'aveva atteso in strada per aggredirlo per l'ennesima volta, dopo che si sarebbe rifiutato di accettare le sue avance, aggiungendo anche il dettaglio di essere stato subissato di messaggi sul telefonino.

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A causa dell'insistenza e delle continue imboscate, il giovane, che studiava a Lecce, avrebbe assunto decisioni anche drastiche, per la sua vita, ovvero di abbandonare il suo percorso di studi e di ritirarsi nel luogo di residenza. La sera dell’intervento della polizia a Porta, sarebbe stato anche subissato da ulteriori sms minacciosi ed ambigui, alcuni dei quali sono stati fatti leggere agli agenti. Il ragazzo fu poi medicato presso il pronto soccorso e, successivamente, sporse denuncia.

Il 34enne, dal canto suo, si difese sostenendo di aver subito per primo, l'aggressione fisica, spiegando che le scintille sarebbero state innescate da una discussione nata per un prestito non onorato, senza però saper fornire dettagli, a partire dall’importo, né suoi motivi per cui sarebbe stato concesso. 

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