Barriere architettoniche nei tribunali, Altavilla: “Basta attese. E’ necessario intervenire”

L’Ordine degli avvocati di Lecce prosegue la sua battaglia dalla parte dei più deboli e “armato” di penna sollecita il Comune a risolvere criticità che si trascinano da troppi anni

LECCE - “Bisogna porre rimedio a tale inammissibile carenza di attenzione nei confronti di persone che hanno diritto di essere maggiormente tutelate da tutte le istituzioni”. E’ questo l’appello della presidente del Foro di Lecce Roberta Altavilla. “Un tribunale non può essere luogo di discriminazioni. Sono troppi, invece, gli ostacoli che impediscono ai cittadini con problemi motori di accedere e spostarsi agevolmente nei Palazzi di giustizia della città”, si legge in un passaggio della nota inviata dall’Ordine degli avvocati di Lecce che, dopo avere ottenuto in passato la rimozione delle barriere architettoniche in prossimità del tribunale di via Brenta, prosegue nel suo impegno in difesa dei più deboli.

Proprio nelle scorse ore sono arrivate rassicurazioni riguardo l’immobile di via Rubichi, sede del Tribunale amministrativo, da parte dell’Avvocatura dello Stato. A questa si erano rivolte, lo scorso 14 marzo, Altavilla e la presidente del comitato pari opportunità presso l'Ordine Ornella Rotino, con una lettera per sollecitare la sostituzione del montascale, già presente ma in disuso da diversi anni, con uno nuovo.

L’avvocato distrettuale Fernando Musio ha risposto  che, già da gennaio, è stata inserita sul portale della pubblica amministrazione la previsione di fabbisogno per i lavori, evidenziando di aver informato della questione anche l’Agenzia del Demanio, Direzione Regionale Puglia e Basilicata e il Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata (sede coordinata di Bari), affinché valutino le iniziative per dare priorità alla esecuzione dell’intervento.

Ma non finisce qui. Le criticità maggiori sono nel tribunale dove ha sede la giustizia penale: l’accesso al pubblico è consentito solo dall’entrata principale, quella su viale De Pietro che è sprovvista di aree di sosta, essendo quella posteriore, dove invece ci sono parcheggi, riservata per motivi di sicurezza solo al personale e ai legali, muniti di scheda magnetica.

Il nodo è venuto al pettine qualche settimana fa, quando una professionista (psicologa e scrittrice) con difficoltà di deambulazione ha raccontato di essere stata costretta a fare un lunghissimo percorso a piedi prima di raggiungere l'aula magna della Corte di appello, dove era attesa per svolgere una relazione nell'ambito dell'evento formativo che riguardava proprio la tutela dei diritti umani.

La presidente Altavilla non ha perso tempo: dopo aver contattato telefonicamente il presidente della Corte d’Appello Roberto Tanisi che si è detto pronto ad attuare le necessarie verifiche tecniche per realizzare quanto prima le opere volte ad eliminare le barriere architettoniche persistenti, ha scritto al commissario straordinario del Comune di Lecce Ennio Mario Sodano, per chiedere la soluzione di un problema che si trascina da troppi anni. “Ciò che crea disagio e imbarazzo è che non vi siano stalli destinati a persone diversamente abili nei pressi di un immobile, che per la sua funzione dovrebbe essere agevolmente fruibile da ogni cittadino”, si legge in un passaggio della lettera. “Il caso al di là della sua oggettiva gravità ha avuto l'effetto positivo di riaccendere un faro sulla necessità di rapidi interventi diretti a risolvere tali criticità oltre che a rimuovere le troppe barriere architettoniche sia nel contesto urbano che negli edifici pubblici”, si legge ancora nella missiva datata 11 marzo e firmata anche dalla presidente del comitato pari opportunità presso l'Ordine Rotino.

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