Le ricerche spengono ogni speranza: 26enne scomparso trovato con coltellata al cuore

Il corpo di Daniele Battistini, lo studente neretino allontanatosi da casa domenica scorsa, è stato rinvenuto a Porto Selvaggio

I carabinieri sul luogo del ritrovamento (Foto Antonio Quarta)

PORTO SELVAGGIO – L'epilogo che la comunità salentina non avrebbe voluto sentire. A poche ora dall’avvio delle ricerche ufficiali del 26enne, stabilite dal protocollo per le persone scomparse, Daniele Battistini è stato trovato senza vita. Ogni speranza di rintracciarlo sano e salvo si è ormai rivelata vana. Durante le ricerche nella zona  della pineta di Porto Selvaggio, infatti, il cadavere del 26enne di Nardò è stato recuperato dalle unità cinofile dei vigili del fuoco, dai poliziotti  del commissariato neretino e dalle unità  speciali della Croce Rossa Italiana. Si trovava riverso nella terra, in località "Punta la Lea", non molto distante da Torre Uluzzo.  Secondo i primi riscontri, sarebbe morto a causa di una coltellata al cuore.  Il suo corpo infatti, al momento del ritrovamento, era trafitto da una lama da cucina, con ogni probabilità prelevata dall'abitazione dei suoi genitori domenica pomeriggio. Prima di quella decisione fatale. Definitiva.

Il video sul  luogo della scoperta

Saranno ora le indagini a stabilire se quello squarcio fatale sia stato provocato da qualcuno o se, intenzionalmente, il 26enne abbia deciso di farla finita. Al momento, non vi sono elementi sufficienti per poter stabilire la verità.  Sul posto, oltre ai volontari della protezione civile e al personale Arif Puglia (l'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) che hanno fornito supporto logitico alle operazioni coordinate dalla caserma dell'Arma di Nardò guidata dal luogotenente Giuseppe Serio, anche i carabinieri della compagnia di Gallipoli, i colleghi del Reparto investigazioni scientifiche e il medico legale Roberto Vaglio, incaricato dalla Procura della Repubblica di Lecce, nella persona del pubblico ministero Maria Vallefuoco.IMG-20171005-WA0010-2

Gli investigatori dell'Arma, supportati dagli agenti del commissariato locale, escludono al momento la pista dell'omicidio. L'ipotesi più accreditata resta quella del suicidio. Lo studente, trovato con gli stessi abiti indossati al momento dell'allontanamento, aveva con sè anche tutti i propri effetti personali: lo zaino con all'interno sia il portafogli, sia il telefono cellulare. Dettagli che escludono, tanto per cominciare, l'ipotesi di una rapina sfociata in violenza. La sua salma, così come disposto dall'autorità giudiziaria, è stata trasferita presso la camera mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. Già nelle prossime ore, forse addirittura nella mattinata di domani (venerdì), il consulente incaricato dalla procura procederà con l'autopsia.  Dall'accertamento medico sarà poi possibile avvicinarsi alla verità.

Lo studente 26enne, iscritto al Corso di laurea in Scienze infermieristiche, si era allontanato da casa domenica scorsa. Un’uscita pomeridiana col proprio zaino, a piedi, che ha però fatto tremare i parenti dopo la prima notte trascorsa senza più avere sue notizie. Le uniche, provenienti dall’analisi delle celle telefoniche agganciate dal cellulare del giovane, lo davano nella zona a sud di Nardò, sul litorale a nord di Gallipoli. Poi il nulla. E' probabile che abbia proseguito a piedi, fino alla pineta della marina neretina, ma non si può escludere che qualcuno possa averlo aiutato. Dopo tre giorni, così come previsto, la prefettura aveva avviato le ricerche ufficiali con la collaborazione del 115 e di tutti gli altri enti, forze dell'ordine e associazioni. Fino all'incubo che si è materializzato questo pomeriggio, sgretolando per sempre l’ultimo frammento di speranza, via via più pallido, covato nel cuore di due genitori e di un fratello maggiore. Straziati da un dolore e che ora non bisognerà lasciare soli.

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