Bimbi da vaccinare lasciati sotto la pioggia battente

Incredibile avventura a Supersano, dove mamme e piccoli sono rimasti sotto la pioggia battente perché l'addetto non trovava le chiavi per aprire l'ambulatorio. E il medico sfonda la porta

Malasanità? Non sappiamo come definirla ma qual che accaduto questa mattina a Supersano ha dell'incredibile. Decine di mamme con in braccio i piccoli ancora in fasce lasciati ad aspettare sotto l'acquazzone fuori dai locali dello studio sanitario di via Vittorio Emanuele in attesa di vaccinare i propri piccoli, perché qualcuno ha dimenticato le chiavi. E se non fosse stato per il medico che ad un tratto ha deciso di sfondare la porta per far trovare riparo ai malcapitati, le conseguenze per grandi e piccini sarebbero state imprevedibili.

Questa mattina infatti, presso l'ufficio sanitario allestito dal Comune di Supersano, era in programma una giornata di vaccinazioni obbligatorie rivolte ai bambini, piccoli di età che va da pochi mesi fino a quattro cinque anni. Così le mamme convocate si sono riunite nei pressi dei locali dell'ufficio sanitario, nei pressi dell'ex mercato coperto, in attesa che qualcuno provvedesse ad aprire lo studio medico. "Con loro vi era anche mia moglie e mia figlia di un anno - racconta Sergio Solito - ma poco dopo è arrivato il personale sanitario dell'Asl di Casarano e l'addetto all'apertura dei locali, il quale però non aveva con sé le chiavi perchè aveva dimenticato di portarsele dietro".

Ma l'odissea continua. "Dopo qualche minuto di attesa e di indecisioni varie sotto la pioggia battente - aggiunge il marito della malcapitata - qualcuno del personale, accompagnato da mia suocera, si è recato in Comune per recuperare le chiavi; al ritorno però queste ultime sono risultate essere quelle sbagliate, quindi lo stesso personale è ritornato a Casarano per cercare di recuperare le chiavi, quelle giuste. Insomma, un incubo che sembrava non finire. Fortunatamente dopo qualche minuto è giunto sul posto il medico - conclude il signor Solito - il quale, resosi conto del fatto che il temporale non dava segni di tregua, ha pensato bene di sfondare il portone di ingresso dei locali dell'ufficio sanitario con lo scopo di far mettere al riparo mamme e piccini che aspettavano all'esterno sotto la pressione implacabile del temporale".

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