Blocca l'accesso, ma per un grave malore: soccorso dai vigili del fuoco

L'intervento proprio davanti alla caserma di viale Grassi. L'uomo ha poi voluto telefonare dall'ospedale per un ringraziamento

Mezzi nel parcheggio della caserma dei vigili del fuoco.

LECCE – Si calano senza paura con le funi dentro i pozzi e in fondo alle grotte sotterranee. Con mute e bombole scandagliano gli anfratti più impenetrabili nei fondali marini. Si gettano nel ventre di abitazioni e palazzi in fiamme armati di manichette. Ma un soccorso nella stessa caserma dalla quale entrano ed escono ogni giorno, per gli interventi più disparati, i vigili del fuoco mai avrebbero pensato di farlo.

Quando il quadro s’è stabilizzato, lui, il paziente, un 57enne di Trepuzzi, ancora molto debole, con un filo di voce ha chiesto ai medici di fare almeno una telefonata, dall’ospedale. Era proprio per ringraziare i vigili del fuoco di Lecce. L’intervento, intorno alle 14,15 di oggi, è stato a dir poco tempestivo, per quanto frutto del caso. E lui deve aver pensato che la competenza e soprattutto l’umanità di chi gli è stato vicino in quei drammatici istanti, aiutandolo e rassicurandolo, meritassero un atto di riconoscenza immediato.

Tutto è nato da un'auto ferma all'ingresso

E pensare che nei primi istanti si stavano avvicinando a lui, fermo in auto, per redarguirlo. Già, perché tutto è nato così: da un’autovettura Alfa 156 station wagon improvvisamente bloccatasi proprio davanti all’accesso principale del comando di viale Grassi, dove autoscale e camionette escono spesso a sirene spiegate per emergenze in cui, a volte, sono i minuti a fare la differenza.

Quando il vigile del fuoco di piantone s’è accorto dell’auto, è andato subito a intimare all’uomo di  lasciare libero il passaggio. Ma non ha fatto a tempo ad avvicinarsi, che ha visto l’Alfa fare un sussulto e spegnersi, con la prima innestata. Dentro, l’uomo, aveva le mani sul volto, e urlava: “Non vedo, non vedo, mi scoppia la testa”.

Sono stati avvisati i colleghi e la sala operativa ha immediatamente chiamato il 118. Tuttavia, nell’attesa che arrivasse l’ambulanza, i vigili del fuoco hanno provveduto al primo soccorso. Hanno misurato la pressione, risultata molto alta, e soprattutto dato ossigeno con un respiratore. Il 57enne, un addetto alla macelleria di un supermercato, è parso riprendersi un attimo e ha fornito, pur con grosse difficoltà a parlare, il numero di telefono di un suo collega che avrebbe potuto evidentemente spiegar loro qualcosa, dare delucidazioni.

Ha voluto ringraziare dall'ospedale

Nel frattempo è arrivata l’ambulanza. Gli operatori del 118 hanno rilevato, con l’elettrocardiogramma, un blocco di branca destra, un disturbo cardiaco che può comportare il rallentamento o persino l’interruzione dell’impulso elettrico verso uno dei due ventricoli. E’ stato quindi trasportato d’urgenza in ospedale per gli accertamenti e il successivo ricovero. Nel frattempo, è giunto in viale Grassi anche l’amico e collega del 57enne, il quale ha spiegato che questi stava manifestando malesseri fin dal giorno precedente, continuati anche in mattinata. Fino a diventare preoccupanti.

I vigili del fuoco hanno preso in consegna l’autovettura, tuttora ferma nel loro parcheggio, e chiamato la polizia per un controllo da prassi. L’auto è apparsa in regola. E poco dopo,  dall’ospedale è arrivata anche quella telefonata di sentito, vivo ringraziamento. L’unica concessagli dai medici. Ma non poteva davvero aspettare.   

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