Blue Sky ed Ezaaden: due navi, una stessa organizzazione criminale

C'è la stessa organizzazione dietro il traffico di migranti sbarcati, a bordo di due cargo, nel porto di Gallipoli e Corigliano Calabro. Le indagini della Procura di Lecce proseguono serrate per identificare equipaggio, intermediari e criminali dediti al traffico di esseri umani

LECCE – Un affare da milioni di euro, gestito da organizzazioni criminali senza scrupolo, specializzate nel traffico di esseri umani, merce da recapitare sulle coste italiane. Migliaia di vite in fuga da paesi devastati da guerra e miseria, in cerca della speranza di una vita migliore. E’ un’indagine complessa e articolata quella coordinata dal sostituto procuratore Antonio Negro, sulla nave Blue Sy M, approdata alle 3.15 del 31 dicembre nel porto di Gallipoli dopo aver lanciato, a largo di Corfù, un sos per la presenza di uomini armati a bordo e di cadaveri (informazione che si è poi rivelata priva di fondamento). A bordo della nave 796 migranti, che hanno raggiunto il Salento dopo un lungo viaggio, durato dieci giorni. Il cargo è stato intercettato al largo di Santa Maria di Leuca, e condotto in porto dagli uomini della guardia costiera, dopo essersi calati a bordo. Ogni migrante avrebbe pagato, per questo ennesimo viaggio della speranza, una cifra vicina ai seimila dollari. Si tratta per lo più di siriani, professionisti (insegnati, medici, avvocati et cetera) in fuga dalla devastazione del proprio Paese con la famiglia.

L’inchiesta ha già portato a quattro arresti eseguiti da un pool di forze dell’ordine (composto da guardia costiera, polizia, carabinieri e guardia di finanza) dei presunti scafisti che hanno cercato di confondersi tra i migranti. Si tratta di un 36enne, ritenuto il comandante della “Blu Sky M”, e tre uomini che apparterebbero ai membri dell’equipaggio: un 46enne, un 35enne e un 30enne. Tutti sono siriani. L’accusa formulata dal pm Antonio Negro, titolare del procedimento, è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per aver condotto dalla Turchia fino alle coste pugliesi il cargo battente bandiera moldava che, ufficialmente, avrebbe dovuto dirigersi verso la Croazia. La nave è stata sottoposta a sequestro giudiziario.

Le indagini proseguono serrate per identificare eventuali altri uomini dell’equipaggio e possibili contatti tra la Turchia, da cui la nave è salpata, e l’Italia. L’inchiesta ha già accertato che la Blue Sky e l’Ezaaden, l’altro mercantile approdato in Italia, a Corigliano Calabro, con a bordo 360 migranti siriani, sono partite dallo stesso porto turco contemporaneamente, sotto la guida di una stessa organizzazione criminale. Il secondo cargo è stato intercettato alla deriva nel Mar Jonio da un elicottero. La nave, battente bandiera della Sierra Leone, non era in grado di navigare ed è stata trainata da un pattugliatore islandese che partecipa alla missione Triton. A bordo c’erano 243 uomini, 43 donne e 74 bambini.

Era dai tempi delle grandi migrazioni albanesi che sulle coste pugliesi non si vedeva un numero così alto di migranti, segno che i conflitti e le grandi ondate migratorie del vicino Oriente potrebbero presto portare una nuova emergenza umanitaria nella parte più a Levante d’Italia. I conflitti e la situazione politica in Medio Oriente, fanno gola ai trafficanti di esseri umani. Stessa strada degli anni passati, stessi criminali con base in Turchia ma nuove merci. Il posto dei curdi degli afghani, iraniani e iracheni, lo hanno preso i siriani, uomini donne e bambini in fuga da regimi o paesi in guerra e diretti anch'essi in nord Europa, Germania in particolare. Primo luogo di raduno per tutti è Aksary, un quartiere di Istanbul dove i profughi si ritrovano dopo aver viaggiato via terra per migliaia di chilometri. È qui che si procede all’organizzazione dei viaggi in mare. Da Istanbul si prosegue sempre via terra fino ad Antalya, Smirne e Tekirdag, i tre porti dai quali salpano le navi. Poi, il viaggio in mare, tar speranza, paura e sogno.

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