venerdì, 24 maggio 18°

Inquietante ritrovamento. Ordigno inesploso davanti alla rivendita di vini

La bomba è stata rinvenuta questa mattina, nei pressi di via Benedetto Croce, all'angolo con viale Japigia. Era stata collocata nella saracinesca della rivendita di Gilberto Maci, a pochi metri dal comando dei carabinieri leccesi

E.F. 4 marzo 2013
11

LECCE – Un atto intimidatorio in piena regola. Polvere di cava raccolta in un involucro nero, ricavato da una busta per la spazzatura e chiuso con nastro adesivo. Un ordigno di circa 250, forse 300 grammi. Probabilmente non tale da provocare danni enormi, qualora fosse esploso, ma sufficiente per incutere soggezione in chiunque.

Ad ogni modo, far scoppiare la bomba non era nelle intenzioni degli ignoti che l’hanno collocata. La miccia non è mai stata accesa. Non vi sono segni di bruciature. Dunque, si può parlare di una sorta di avvertimento. Ma quale sia il movente, cercheranno di scoprirlo i carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Lecce, che in queste ore stanno raccogliendo indizi. Partendo dalla dettagliata denuncia presentata in caserma dal titolare.  

Vittime di quest’atto sono stati i gestori di un punto vendita di vini nel cuore di Lecce, l’imprenditore Gilberto Maci di Cellino San Marco e la moglie Debora Giannone di Lecce. Il primo è figlio del presidente dell’azienda "Cantine Due Palme", ma opera ormai in proprio da qualche tempo, tant'è che le insegne sono state rimosse e verranno presto sostituite da un nuovo marchio.

E’ stato proprio Gilberto Marci, insieme ad una dipendente, a fare la brutta scoperta, poco prima delle 9 di questa mattina, accingendosi a sollevare la saracinesca del negozio di rappresentanza che sorge in zona d’angolo fra via Benedetto Croce e  viale Japigia, a poche decine di metri dal comando provinciale dei carabinieri.

Quando l’imprenditore e la commessa hanno sollevato la serranda, si sono ritrovati la bomba inesplosa letteralmente fra i piedi. Gli ignoti, che hanno agito in un orario imprecisato (si presume fra la notte appena trascorsa e l’alba di oggi), l’avevano collocata in una delle fessure. Maci ha subito chiamato i carabinieri, accorsi con la postazione mobile dell’artificiere invita dal nucleo investigativo. Intorno alle 9,30 le operazioni di prelievo dell’ordigno, che sarà messo in sicurezza e analizzato meglio in laboratorio, erano pressoché terminate e anche la vicina edicola di giornali – rimasta chiusa per precauzione – ha potuto iniziare la sua giornata lavorativa.

Come detto, Gilberto Maci ha subito sporto denuncia. Al momento i dettagli sono tenuti ovviamente sotto riserbo dagli investigatori. Nessuna pista è trascurata, come sempre, ma forse, quella del racket non è per il momento la più battuta in assoluto.

L’attività in questione è aperta da circa due anni, ma non è più un punto di rappresentanza delle "Cantine Due Palme", tant'è che è in via di ristrutturazione e la stessa azienda, in una sua nota, ha assunto le distanze. Gilberto Maci e la moglie si sono messi in proprio nella gestione dell’enoteca, staccandosi completamente dall'azienda di famiglia.

Annuncio promozionale

Il negozio non ha videocamere, ma i carabinieri stanno sondando l’intera zona, fra circonvallazione e altri punti vicini, perché diverse attività commerciali ne sono disposte e dalle immagini si potrebbero ricavare indizi utili. Di certo, questo è solo l’ultimo in ordine di tempo di una serie di azioni ai danni di commercianti leccesi, che destano una certa inquietudine.        

bomba

11 Commenti

Feed
  • Avatar di Aloisio

    Aloisio ...a dirla tutta, se non erro, "cantina due palme" è diciamo così una "cooperativa" per cui la "nota" dell'azienda (comprendente più soci) era d'obbligo...!

    martedì, 5 marzo
  • Avatar di cosimo

    cosimo bè che dire non ci sarà finita per caso li quella bomba e non andranno a mettere bombe senza un motivo no?

    martedì, 5 marzo
  • Avatar di antonio

    antonio secondo me la cantina due palme e anche il suo presidente avrebbe dovuto mostrare un po piu di umanita verso il sig. gilberto maci, anche se nn e piu show room due palme, ma e sempre figlio del presidente, il quale al posto di manifestare solidarieta al figlio, dice di nn associare il suo nome al suo? aaaaaa preside' ma ti rendi conto di quello che dici? dopo tutto quello che gli state facendo passare al povero gilberto? guarda che lo conosciamo tutti gilberto a lecce sai??? nn le merita queste cose!!!

    lunedì, 4 marzo
  • Avatar di Aloisio

    Aloisio ...dall'unica immagine ravvicinata dell'involucro fortunatamente non pare particolarmente pericoloso. Questo non toglie che se l'innesco fosse stato "attivo/attivato" avrebbe provocato una grossa fiammata coinvolgendo le persone nelle vicinanze ma, sempre da quanto si vede, non mi pare potesse "deflagrare"! Certo che se la composizione oltre alla polvere nera avesse qualche altro elemento esplodente...sarebbe tutto da rivedere...

    lunedì, 4 marzo
    • Avatar di Fabio Mazzei

      Fabio Mazzei Lei come fa a dirlo da una semplice foto?

      giovedì, 7 marzo
  • Avatar di Lino Controcorrente

    Lino Controcorrente che cosa c'è dietro la presa di posizione del presidente delle cantine ( ma non è il padre di Gilberto Maci?) che smentisce ogni collegamento con il titolare del negozio? come se subire un attentato fosse una colpa che possa mettere in cattiva luce chi lo subisce e anche chi,a ragione o torto, possa essere collegato alla vittima. Qui qualcosa non torna!

    lunedì, 4 marzo
  • Avatar di Aloisio

    Aloisio ...da quanto si può vedere dall'unica foto che ritrae "l'ordigno", se così lo vogliamo chiamare, concordo, in parte, con il giornalista dell'articolo; non avrebbe causato ingenti danni ma avrebbe fatto piuttosto male a chi si trovava nelle vicinanze, ammesso che fosse esploso e da quello che si vede "l'innesco" non era "attivo"! Così confezionato avrebbe provocato un enorme fiammata...ovviamente bisognerebbe vedere la consistenza della polvere (se solo nera o in combinazione con altre "sostanze esplodenti")...! Si Lecce non è mai stata, purtroppo, quel luogo paradisiaco cui alcuni amministratori vorrebbero far credere...!!!

    lunedì, 4 marzo
  • Avatar di Luigi De Pietro

    Luigi De Pietro Lecce sempre di piu' in mano della delinquenza ! dove e' andata a finire la Lecce sicura tanto decantata dal sindaco e dalle forze dell'ordine negli ultimi anni ? Inizio a preoccuparmi un poco.La recrudescenza inizia a farsi sentire.

    lunedì, 4 marzo
    • Avatar di Fabio Mazzei

      Fabio Mazzei Non mi pare. Qualche differenza c'è tra ieri ed oggi.
      E non credo che Lecce sia stata mai un paradiso;
      solo pochi anni fa sparatorie, bombe (esplose tra l'altro)
      e morti. Le cose migliorano, peggiorano, migliorano ecc..
      Forse oggi non si capisce bene chi sono i veri delinquenti.
      Ma questa è un'altra storia.

      lunedì, 4 marzo
  • Avatar di Simone Lazzeri

    Simone Lazzeri Naturalmente nessuno sa niente ed i proprietari non hanno mai ricevuto "minacce"...

    lunedì, 4 marzo
  • Avatar di GIORGIA

    GIORGIA Mah..

    lunedì, 4 marzo